Ma quali sono le “notizie false”?

di Enrico Galoppini

notizie_falseQuesta mattina scopro che anche Facebook si sta attivando per “limitare la diffusione di notizie false”.

La rete sociale più diffusa in Italia recepisce dunque una direttiva diramata da tutti i governi occidentali, che dal 2017 – inizio dell’era della post-verità – hanno dichiarato di voler combattere a tutti costi le “notizie false” (e tendenziose?).

Un intento, quello di cui si sono fatti portavoce varie figure istituzionali, senz’altro notevole, perché la propalazione di menzogne è un veleno che ammorba l’intero corpo sociale e le singole coscienze.

A quanto pare, il problema principale sembrerebbe essere proprio la visibilità che questi nuovi strumenti della socializzazione virtuale garantiscono alle cosiddette “bufale”. Tutti discettano di tutto: di che meravigliarsi dunque se circolano notizie false? Uno può raccontare di essere in vacanza ai tropici pubblicando foto di fantastiche spiagge accompagnate da commenti estasiati; un altro può darsi l’aria di essere un cuoco sopraffino sfornando foto di manicaretti non suoi; e c’è anche chi è specializzato nella proliferazione di profili falsi, che tuttavia non hanno mai preoccupato nessun “amministratore” (io stesso potrei avere questo tipo di “amici” tra i miei contatti).

bufalaQuindi dove sta il problema? Il problema, è evidente, non sta nelle bischerate che ognuno è e sarà ancora libero di sciorinare a ruota libera (altrimenti verrebbe meno il gusto per lo smanettamento sull’i-phone e addio guadagni per Fb & C.), ma nel fatto che proprio su internet – e negli ultimi tempi in special mondo sulle reti sociali (che per molti coincidono con la “navigazione” sul web) – si possono leggere notizie ed analisi diametralmente opposte a quelle che i media ufficiali inculcano nei tele-sudditi con le loro “all news 24 su 24”.

Questo è il problema per i custodi della “verità”. Ed ecco perché cominciano ad apparire degli avvertimenti quando si prova a “postare” articoli provenienti da fonti storiche e giornalistiche non allineate e dunque scomode che qualche algoritmo (o forse qualche manina) segnala come “inaffidabili”.

La verità è che sono preoccupatissimi che il giocattolo gli sfugga di mano e che – come ho già osservato – la gente cominci (come sta già facendo) a rendersi conto di essere come sotto l’effetto di un sortilegio. Perché se vi fosse una sincera preoccupazione di “limitare la diffusione di notizie false” sarebbero stati presi provvedimenti, da quel dì, nei confronti delle grandi catene radiotelevisive e giornalistiche, dalle quali sciama nella società quel che definire “falso” è riduttivo ed eufemistico.

mediaSulla base di “notizie false” intere generazioni sono state massacrate di farmaci i più nocivi e debilitanti. Grazie a campagne di diffamazione orchestrate alla bisogna sono stati giustificati i più nefandi crimini di guerra. Tutto quello che esce dai media di regime è menzogna e contraffazione: dalle notizie economiche a quelle politiche, e persino le previsioni meteorologiche sono infarcite di mistificazioni sul perché o il per come farà “bel tempo” o meno.

Ed ora che qualcheduno silenziato ed ostracizzato dalla grancassa “mainstream” usa i nuovi strumenti informatici per far circolare qualche scampolo di verità dovremmo preoccuparci al punto da seguire i “suggerimenti” di chi, in mezzo a questo oceano di balle spaziali, ha finora campato benissimo?

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