La corrispondenza Pike-Mazzini: un falso costruito ad arte o “preveggenza”?

di Luca Baldelli

pike-mazziniUno dei misteri più inquietanti della storia occulta è, senza dubbio, quello della segreta corrispondenza tra il massone e generale americano Albert Pike (1809–1891) e il patriota italiano Giuseppe Mazzini (1805–1872).

Non si parla di personaggi di secondo piano, di attori di seconda fila nel palcoscenico della storia, pertanto è naturale che, attorno a questa vicenda, si sia sviluppato un intenso dibattito, quantunque limitato alla platea degli addetti ai lavori. Come stanno le cose, o come potrebbero stare, visto che il condizionale è d’obbligo ?

Jean Lombard Coeurderoy, nella sua opera “La cara oculta de la historia”, pubblicata in Spagna alla fine degli anni Sessanta, sostiene che lo scambio epistolare si trova depositato presso gli archivi del Temple House, sede della Massoneria di Rito Scozzese, della quale Pike fu Sovrano Gran Commendatore. La consultazione sarebbe vietata, visti gli scottanti segreti che i documenti celerebbero.

carr_pawns_in_the_gameA raccontarci il contenuto, tra ridde di conferme da parte di alcuni e sdegnate smentite da parte di altri, è stato il commodoro della Marina Canadese William Carr, nel suo libro “Pawns in the Game” (“Pedine nel gioco”), pubblicato nel 1958. Carr sostiene di aver visionato la corrispondenza tra Pike e Mazzini, in particolare la lettera scritta dal massone e alto graduato americano il 15 agosto del 1871, in quanto essa era stata esposta, in un’occasione, alla British Museum Library di Londra. Basta scorrere alcune righe del racconto del dell’ufficiale di Marina canadese (personalità in vista, tanto da essere presente alla Conferenza di San Francisco del 26 giugno 1945), per comprendere le implicazioni di una simile missiva, tutto fuorché “rituale” e scontata, tutto fuorché assimilabile ad un ordinario scambio epistolare.

Si va dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale, passando per il comunismo, lo scontro di civiltà e l’influenza degli Illuminati. “… La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli ‘Illuminati’ di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo. Le divergenze suscitate dagli agenti degli ‘Illuminati’ fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni. La seconda Guerra Mondiale doveva essere fomentata approfittando della differenza fra fascisti e sionisti politici. La guerra doveva essere combattuta in modo da distruggere il nazismo e aumentare il potere del sionismo politico per consentire lo stabilimento in Palestina dello stato sovrano d’Israele. Durante la seconda Guerra Mondiale si doveva costituire un’Internazionale comunista altrettanto forte dell’intera Cristianità. A questo punto quest’ultima doveva essere contenuta e tenuta sotto controllo fin quando richiesto per il cataclisma sociale finale. (…)”.

israele-palestina-islam-nazismoL’ecatombe dell’umanità si sarebbe raggiunta con la Terza Guerra Mondiale, “fomentata approfittando delle divergenze suscitate dagli agenti degli Illuminati fra sionismo politico e dirigenti del mondo islamico. La guerra dovrà essere orientata in modo che Islam (mondo arabo e quello musulmano) e sionismo politico (incluso lo Stato d’Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo tutte le nazioni rimanenti, una volta di più divise e contrapposte fra loro, saranno in tal frangente forzate a combattersi fra loro fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico”.

Alla fine, ad affermarsi sarebbe stato il Regno di Lucifero, costruito sulle macerie di ideologie e sistemi strumentalizzati e poi distrutti dagli “ stregoni” manipolatori occulti della storia. Secondo Carr, Mazzini, prima di morire nell’anno 1872, avrebbe designato suo successore Adriano Lemmi, al quale sarebbero poi succeduti Lenin e Trotzkij. Le attività di tutti questi rivoluzionari sarebbero state finanziate dalle banche internazionali, polmoni economici e centrali propulsive della sovversione mondialista.

carr_pawns_in_the_game1Naturalmente, in questa sede non ci interessa formulare giudizi di condanna o di approvazione per le tesi di Carr, certamente influenzate da un anticomunismo viscerale e da una non meno viscerale ostilità a quella che, a torto o a ragione, il militare canadese identificava come influenza ebraico–sionista sulla società occidentale. La trama storica abbracciata dalla corrispondenza Pike–Mazzini, autentica o costruita ad arte che essa sia, è ampissima e inquadra tutti i movimenti rivoluzionari, sostanzialmente, come strumenti della leadership illuminato–luciferina che governerebbe i destini del mondo. In essa, è facile vedere fatti reali, incontestabili, che stanno avvenendo sotto ai nostri occhi, quale che sia il giudizio politico di merito: i teorici della cospirazione prenderanno tutto per oro colato, senza i dovuti distinguo, senza adeguatamente differenziare, per esempio, il trotzkismo dallo stalinismo, mentre i “cacciatori di bufale” in servizio permanente si accontenteranno di smentire, filologicamente, tutto il contenuto del presunto testo, anche quando esso si identifica col vissuto di noi tutti, con la dimensione storica contemporanea.

Sono esistite ed esistono, al di là dell’autenticità o meno della corrispondenza Pike–Mazzini, centrali occulte votate alla strumentalizzazione di ideologie, movimenti, partiti, media, al fine di raggiungere gli obiettivi di un Nuovo Ordine Mondiale dominato dall’alta finanza e dai circoli ad essa afferenti? Sono fantasie anche le affermazioni di Rockefeller sulla necessità di questo “Novus Ordo Seclorum”? E la globalizzazione, fatto storico, riposa solo su leggi economiche o non anche su ideali, su “tappeti sonori” filosofico–esoterici che ne accompagnano la danza ai quattro punti cardinali? Ecco gli interrogativi che, senza dar nulla per scontato, sorgono spontanei a chi si rapporti con simili “rivelazioni” e presunti o reali “misteri”.

Riferimenti bibliografici:

Epiphanius : “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia” ( Editrice Ichthys, poi ripubblicato da Controcorrente)

W.G. Carr : “Pawns in the Game”, consultabile qui : http://www.jesus-is-savior.com/Evils%20in%20Government/Communism/pawnsinthegame.pdf

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There are 11 comments for this article
  1. Bennnato Bennati at 1:49 pm

    Non conoscevo questa storia , che mi parrebbe però piuttosto fantasmagorica.
    Detto questo, sulla figura e il ruolo del ” patriota italiano” Giuseppe Mazzini è da alcuni anni che sto facendo le più ampie riserve e su cui, prima o poi, vorrei scrivere, magari su questa stesso ” blog”, qualcosa.
    Per ora dico che Mazzini, massone non fu mai ( ancorché gli fossero fatte richieste in tal senso , compresa l’offerta della carica di Gran Maestro, sempre rifiutate in quanto sostanzialmente riteneva la Massoneria non in linea coi tempi e con i suoi interessi ).
    E’ un fatto però che, se Mazzini massone non fu mai, lo furono in compenso frotte ingenti di mazziniani ( ne sia prova il fatto che le foto o i dagherrotipi di Mazzini unitamente a quelli di Garibaldi , si trovano tutt’ora un pò in tutte le logge massoniche italiane ) e che questa presenza è stata la causa principale ( insieme a quella dei socialisti che però è cronologicamente successiva ) dell’allontanamento della Massoneria Italiana ( o quanto meno di parte consistente di essa ) dalla finalità esclusivamente iniziatiche sue proprie, per disperdersi troppo spesso e troppo volentieri nella politica, nelle sociologerie di varia natura , da ultimo anche nel ” talk show” ( ciò che il massone francese Jean Baylot , in un libro famoso, di cui le Edizioni “Erasmo” pubblicarono la traduzione italiana, chiamava la ” La via sostituita”, di cui , tanto per esemplificare , la celebre “P2″ , ma non solo essa – fu un epifenomeno ).
    In questa stessa ottica di ” via sostituita”, sempre a logge massoniche fondate da emigrati italiani in Tunisia e infiltrate da mazziniani e mazzinianesimo, si dovette fra la fine dell’800 e i primi del ‘900 il continuo lavoro ai fianchi – di concerto con il movimento dei ” Giovani Turchi ” anch’essi peraltro ben presenti nelle logge del loro paese -, in nome del ” principio di nazionalità” – dell’ormai periclitante Impero Ottomano ( che pure era l’erede diretto dell’antico Impero romano ) , sino, con l’esito della prima guerra mondiale, alla sua completa dissoluzione, aprendo così nell’area balcanica e in quella mediorientale quel vuoto di potere , di cui gli avvenimenti d’oggidì sono un’altra esemplificazione ( Isis compreso ).
    Un primo problema resta quello di sapere chi ci fosse dietro a Mazzini e il suo ” principio di nazionalità ” ( l’Inghilterra sicuramente, l’azione del ” patriota italiano” essendo funzionale al di lei interesse di disgregazione, per ragioni di primato continentale , oltre che del già citato Impero Ottomano, di quello asburgico, anch’esso, in qualche misura, erede sia dell’impero romano che del medievale Sacro Romano Impero , con tutto il suo crogiolo di popoli che comportava; la disgregazione dell’impero ottomano apriva inoltre, quanto alla Palestina, nuove possibilità per l ‘insediamento di quel ” foyer” israelita che fu il precedente diretto della successiva fondazione dell’attuale stato di Israele ).
    Un secondo problema riguarda invece l’individuazione della “fonte” da cui Mazzini traeva quella indubitabile forza di natura psichica per la quale popoli di plurisecolare osservanza cattolica, dall’oggi al domani la rinnegavano, passando a lui, convertendosi ad un anticlericalismo talvolta persino feroce ( mi pare di ricordare che qualcosa del genere notava pure il senatore Andreotti in un suo libro dedicato al pontefice Pio nono, in relazione, allo scoppio improvviso nelle Romagne pontificie , della mania di adornarsi della ” coccarda tricolore “, che pare non risparmiasse nessuno.
    E assai probabile che la risposta a questo secondo quesito vada ricercata nelle pagine del ” Teosofismo, storia di una pseudo religione”, dello scrittore francese René Guénon.

  2. tango at 11:26 am

    Argomento interessante, Carr ha certamente portato allo scoperto il W.R.M. tuttavia non e’ riuscito, a dipanare il gomitolo fino in fondo, forse per mancanza di tempo, o forse incapace ad andare oltre il Nuovo Testamento . Nei suoi scritti egli dimostra di non essere riuscito a comprendere che il tutto, dico tutto, sottostà al volere indiscusso di Colui che e’. L’ipotesi della congiura e caduta degli Angeli non trova riscontro per il semplice fatto che gli Angeli non sono dotati di libero albitrio pertanto non possono essere dei “Fallen Angels” e che Iblis, (satana lucifero) non e’ e non era un Angelo ma bensì un essere intelligente creato dal fuoco dotato di libero albitrio, infatti egli insieme ai sui simili popola la terra in una dimensione spazio/ tempo diversa dalla nostra umana. Pike e i suoi 20 agenti (Mazzini incluso) sono stati ingannati nella misura di Eva/Adamo. A questo essere con capacità instrinseche e trascendenti a cui, tra l’altro, e’ stato dato un potere temporale sugli uomini in terra, ha portato schiere di uomini a far credere che lui e’ Dio. Il futuro prossimo con tanto di guerra nucleare ne sarà la risultante.

    • tango at 8:41 pm

      L’ideologia luciferina è che tutti gli esseri (uomini) inferiori devono essere costretti a obbedire all’autorità suprema applicando l’assolutismo. Coloro che sono a favore
      del totalitarismo sono determinati a ridurre in schiavitù coloro che favoriscono l’armonia, la tranquillita’ e l’ umilta’. La stragrande maggioranza delle persone non sembrano essere in grado di capire che su questa terra ci sono considerevolmente più persone che servono la “Causa di Lucifero” che quella di Allah. Pike sommo pontefice di lucifero sulla terra aveva ben oltre 20+19 agenti. “20 agenti” non e’ stato, da parte mia, altro che eufemismo. Tale complotto luciferino dimostra
      chiaramente che tutte le forme di governo e religione devono essere distrutte nella fase finale di tale cospirazione, in modo tale che «Nessun potere, o astuzia può impedire, noi (i sommi sacerdoti della religione di Lucifero) coronare il nostro leader Re-despota del mondo intero. ” . In conclusione la fine della Pax Americana equivale l’inizio della fase finale di tale cospirazione. Imminente la venuta del “messia” ( dajjal)

  3. Bennnato Bennati at 4:23 pm

    Sempre a proposito di ” massoneria” e di ” via sostituita”, segnalo la nota comparsa sul seguente ” sito ” massonico francese :
    http://357.hautetfort.com/archive/2017/01/14/la-franc-maconnerie-italienne-a-nouveau-dans-la-tourmente.html , ” la massoneria italiana di nuovo nella tormenta “, a dimostrazione ( se ce ne fosse bisogno ) di che cosa succede quando, in un modo o in un altro, in una organizzazione iniziatica si smarrisca il ” centro ” , quel ” centro ” da cui – si legge negli antichi catechismi massonici – un ” Maestro Massone non può errare ” .

  4. BENNATO BENNATI at 2:19 pm

    Presso esercizio di libri vecchi ho recentemente reperito il volume portante sul frontespizio la legenda ” Lo sviluppo dei due nomi Dio e Popolo nel senso di Mazzini e suoi sdeguaci del Padre Liberatore Luciano del SS. Redentore, Napoli , dalla Reale Tipografia, 1850 ” così presentato nel catalogo del libraio : “Luciano Liberatore ( Avella 1782-1862 ) dei Padri Redentoristi fu tra i principali esponenti del conservatorismo reazionario napoletano. In quest’opera svolge una profonda ed acuta analisi del pensiero mazziniano. Secondo il Luciano quella di Mazzini non è una pura teoria politica : libertà, ugualianza e progresso non sono semplici concetti filosofici, ma sono i punti cardine di una vera religione che il popolo deve seguire ed amare . Una religione laica contrapposta a quella cattolica, che produrrà anarchia e violenza. Lo stato non può essere laico perché l’autorità proviene da Dio e lo stesso sovrano è un ministro di Dio”.
    Di fatto , dalle mie parti, l’affermazione del mazzinianesimo verificatasi improvvisamente ( cosa che ha veramente del misterioso e che meriterebbe di essere indagata ) sulla metà dell’800, ottenendo il suffragio unanime del popolo fino a quel momento cattolicissimo ( con manifestazioni che arrivavano – almeno secondo il metro di giudizio attuale – fino al fanatismo, al punto di provocare l’intervento della stessa autorità vescovile allo scopo di porre un freno ad esso e alle quasi quotidiane processioni religiose , nonché alle liti che nel corso delle stesse si verificavano nelle varie locali Confraternite per motivi di puntiglio, precedenze ecc. ), la partecipazione alla Chiesa Cattolica ed alle sue ritualità, rappresentando per esso l’unica forma di partecipazione alla Tradizione, rappresentò una frattura profonda nell’anima collettiva, di cui tutt’ora si paga lo scotto, avendo segnato il punto di svolta da una società sostanzialmente unanime, alla società lacerata e divisa di oggigiorno ( di cui gli esponenzialmente crescenti fatti di cronaca nera e nerissima che un giorno dopo l’altro ci affliggono, sono lo sciagurato prodotto ).

  5. BENNATO BENNATI at 6:13 pm

    Dal blog di Maurizio Blondet, ulteriori, interessanti considerazioni su Mazzini, Massoneria, Impero Ottomano, Armeni .
    Di mio aggiungo quello che Blondet non dice : che fra le vittime dell’opera di diastruzione messa in atto dalle correnti psichiche e dagli individui da lui richiamati, non vi sono solo l’Impero Ottomano o gli Armeni, vi è anche la stessa Massoneria, da essi usata ed abusata.

    “Il Papa, un pericolo pubblico. Sugli armeni, dica la verità.
    Maurizio Blondet 12 aprile 2015 1

    “Armeni, il primo genocidio del ventesimo secolo”: applausi dei media atei (come al solito) alle parole del loro caro ‘Papa Francesco’. Poi si sono prodotti nello spiegare che gli armeni, nel 1915, furono sterminati dallo “impero ottomano”.

    L’impero Ottomano non poteva ordinare nessun genocidio, perché allora – tra il 1915 e il ’18 – era vittima di un colpo di stato militare. A governare era una giunta che si era data il nome (massonico) di Comitato di Unione e Progresso: ufficiali, uomini d’affari, banchieri, avvocati, ricchi borghesi, spesso imparentati fra loro. Come i nostri lettori sanno, erano tutti “dunmeh”, cripto-giudei originariamente seguaci del falso messia Sabbatai Zevi (1626-1676), che sul suo esempio s’erano falsamente convertiti all’Islam mantenendo segretamente culti ebraici (spesso aberranti, come l’incesto e lo scambio delle mogli: l’arrivo del Messia infatti abolisce la Legge, quindi “rende permesso ciò che è vietato”). Ma, a due secoli della morte del loro Messia, questi cripto-giudei erano ormai il nerbo di una borghesia “laicissima”, anti-musulmana come anti-cristiana. Avevano creato la setta politica dei Giovani Turchi, sul modello della Giovine Italia mazziniana.

    Furono loro a scatenare il genocidio degli armeni.

    Il sultano, ossia l’imperatore ottomano Abdul Amid, era stato messo agli arresti domiciliari dalla giunta golpista, e dunque del tutto esautorato. E per giunta, non agli arresti nella sua residenza, bensì – come scrisse l’ambasciatore britannico presso la Sublime Porta, sir Gerard Lowther, nei suoi rapporti al Foreign Office, che sono pubblici e consultabili – a Salonicco, “nella residenza dei banchieri ebreo-italiani del Comitato Unione e Progresso”.

    Banchieri ebrei-italiani: la Banca Commerciale Italiana, degli ebrei tedeschi Otto Joel e Federico Weil, aveva ottenuto dai banchieri inglesi e francesi lo status di curatore (pignoratore) del debito pubblico ottomano per conto dei creditori esteri (qualcosa di simile a quello che si fa’ subire oggi ai greci). Della Turchia si occupava l’ebreo-polacco Giuseppe Toeplitz, lui stesso un dunmeh a modo suo ( “convertito” al cattolicesimo), allora direttore della filiale di Trieste, e il suo maneggione a Salonicco, il futuro conte Volpi di Misurata. Allora Volpi, da banchiere, stava finanziando i Giovani Turchi e agevolandone la presa del potere. Si appoggiava ai circoli massonici, e specialmente a un uomo ricchissimo ed influente d’affari ebreo veneziano, Emmanuel Carasso, membro del Comitato Unione e Progresso nonché capo della Loggia Macedonia Resurrecta.

    Perché il sovrano era stato portato a Salonicco, in casa di questi banchieri ebreo-italiani? Ascoltiamo ancora la spiegazione di Sir Lowther: Salonicco “conta una popolazione di 140 mila abitanti, di cui 80 mila sono ebrei spagnoli (espulsi dalla Spagna nel ‘500), e 20 mila della setta di Sabbatai Zevi o cripto-giudei, che professano esternamente l’Islam. Molti di questi ultimi hanno acquisito la nazionalità italiana e sono affiliati a logge massoniche italiane. (Ernesto) Nathan, il sindaco ebraico di Roma, è un alto grado della Massoneria, e i primi ministri ebrei (Sidney) Sonnino e (Luigi) Luzzatti, come altri senatori e deputati ebrei, sembra siano parimenti massoni». I Giovani Turchi vengono tutti da Salonicco, diceva l’ambasciatore inglese.

    Egli dà brevi ritratti dei membri della giunta golpista.

    «(D)Javid Bey, deputato per Salonicco, un astutissimo cripo-giudeo e massone, è ministro delle Finanze, mentre Talaat Bey, altro massone, è diventato ministro degli Interni (…). Il dottor Nazim, uno dei membri più influenti del Comitato di Salonicco e di cui si dice che sia di origine ebraica, in compagnia di un certo Faik Bey Toledo, cripto-giudeo di Salonicco», nonchè il direttore di «l’Aurore, un giornale sionista aperto un anno fa a Costantinopoli, (che) non si stanca mai di ricordare ai suoi lettori che il dominio dell’Egitto, la terra dei Faraoni che obbligarono gli ebrei a costruire le piramidi, è parte della futura eredità di Israele». (…) «L’ispirazione del movimento di Salonicco sembra essere stato soprattutto ebraico (…). Carasso ha cominciato a giocare una parte importante (…) è notato che ebrei di ogni colore, locali e stranieri, sono sostenitori entusiasti del nuovo governo; fino al punto, come un turco mi ha detto, che ogni ebreo sembra diventato una spia potenziale dell’occulto Comitato (Unione e Progresso)».

    Un antico progetto genocida contro gli armeni covava da secoli in quella torma giudaica. Nella Encyclopedia Judaica edizione 1971, volume 3, colonne 472-476, alla voce «Armenia», si legge:

    «L’Armenia è anche chiamata Amalek, e gli ebrei spesso si riferiscono agli armeni come ad Amaleciti». La Universal Jewish Encyclopedia, New York, 1939, alla voce Armenia è ancora più precisa: «Siccome gli armeni sono considerati discendenti degli Amaleciti, essi sono anche chiamati, fra gli ebrei d’Oriente anche ‘Timheh’ (che significa ‘sarai cancellato’, come in Deuteronomio 25:19, riferito agli Amaleciti».

    «Amalek», nella Torah (Genesi, 36, 9-12) è il mitico popolo nemico di Israele, che per ordine di YHVH viene sterminato fino all’ultimo uomo. Una delle tante fantasia genocide degli estensori sacerdotali della Bibbia. Ora, finalmente al potere, impadronitisi delle leve dell’Impero Ottomano, potevano dare realtà ai loro sogni di sterminio. Procedettero alla “cancellazione”. Come ho avuto già occasione di scrivere nel 2010:

    Prima gli uomini armeni tra i 16 e i 45 anni furono arruolati nell’esercito, assegnati a battaglioni logistici – disarmati – e massacrati. Poi ci si occupò di donne, vecchi e bambini. Uccisi per abbruciamento, per annegamento nel Mar Nero, per inoculazione di tifo o con iniezioni di morfina. Avviati nel deserto della Siria in «marce della morte», alla mercè di bande curde che violentavano le ragazze e i bambini, rapinavano, brutalizzavano gli altri. Quelle marce che finivano nel nulla riducevano i superstiti a scheletri ambulanti, che cadevano morti di fame e di percosse.

    Il New York Times – altri tempi, si potevano ancora dire certe verità – scriveva il 18 agosto 1915: «Le strade e l’Eufrate sono piene di corpi di esiliati, e quelli che sopravvivono sono condannati a morte certa. C’è il piano di sterminare l’intero popolo armeno».

    Talaat Pascià, uno dei tre dunmeh della giunta «Comitato Progresso e Unione», diede di suo pugno i seguenti ordini al personale dello stato:

    «Tutti i diritti degli armeni di vivere a lavorare sul territorio turco sono abrogati. La responsabilità è assunta dal governo, il quale ordina che non siano risparmiati nemmeno gli infanti nella culla. Nonostante ciò, per ragioni a noi ignote, un trattamento speciale viene accordato a ‘certi individui’ che, invece di essere portati direttamente nelle zone di deportazione, vengono tenuti ad Aleppo, causando con ciò nuove difficoltà al governo. Non si ascoltino le loro spiegazioni o ragioni: siano espulsi, donne e bambini, anche quando non sono in grado di muoversi… Anzichè i mezzi indiretti usati in altre zone (ossia la messa alla fame e l’espulsione dalle case, l’avvio verso campi di concentramento, eccetera) si possono usare metodi diretti, se con sicurezza. Informare i funzionari designati per la bisogna che possono adempiere al nostro vero scopo senza timore di essere chiamati a risponderne».

    E ancora, sempre Talaat:

    «E’ stato già riferito che in base agli ordini del Dkemet, il governo ha deciso di sterminare, fino all’ultimo uomo, tutti gli armeni in Turchia. Chi si oppone a questo ordine non può mantenere la sua carica nell’Impero».

    E ancora:

    «Stiamo stati informati che a Sivas, Mamouret-al-Aziz, Darbeikir ed Erzurum, alcune famiglie musulmane hanno adottato, o tenuto come servi, dei bambini di armeni… Ordiniamo con la presente di raccogliere tutti questi bambini nella vostra provincia e di spedirli nei campi di deportazione».

    Ed ancora un altro ordine:

    «Abbiamo udito che certi orfanatrofi da poco aperti ammettono bambini armeni. Ciò vien fatto perchè le nostre volontà non sono a loro conoscenza. Il governo ritiene il nutrire questi bambini e prolungare la loro esistenza un’azione contraria alla sua volontà, in quanto ritiene la vita di questi bambini dannosa».
    (dalle «Memoirs of Naim Bey, Londra 1920).

    Il dottor Tevfik Rushdu, medico dunmeh, organizzò l’eliminazione scientifica dei cadaveri, con tonnellate di calce viva. Mehmet Nazim e Behaeddin Chakir, due esponenti del Comitato, sicuramente dunmeh (si noti il nome «Beha»; quanto a Nazim, era cognato di Rushdu), allestiscono una «Organizzazione Speciale» per lo sterminio sistematico: migliaia di delinquenti comuni vengono arruolati in questo corpo speciale.

    Il comitato centrale dei Giovani Turchi, che turchi non erano, emanò, nel settembre 1915, la legge sulle «proprietà abbandonate», che dichiarava la confisca delle case, terre, bestiame ed altri beni «abbandonati» dai deportati armenti: una legge del tutto simile è vigente in Israele, dove gli ebrei confiscano le case di palestinesi dichiarati «assenti», perchè espulsi. Fuggiaschi, prigionieri, esiliati senza possibilità di ritorno. (Palestinians abandon 1,000 Hebron homes under IDF, settler pressure)

    Fu la giunta golpista a far entrare la Turchia nella prima guerra mondiale: a fianco della Germania, e fu il suo errore. Sconfitti gli imperi centrali, gli alleati vincitori restaurarono il sultano e l’impero ottomano. Durò poco – presto un nuovo golpe avrebbe dato il potere a Mustafà Kemal “Ataturk”, un altro dunmeh – ma il sultano, Mehmet VI, nel 1919 fece aprire un processo contro i membri della giunta; la sentenza condannò a morte Talat, Enver Pascia, il dottor Nazim, Cemal, fra l’altro per il genocidio armeno. In latitanza: ormai erano tutti fuggiti all’estero, per lo più in Germania.

    Capisco che Papa Francesco, sul suo giornale preferito (Repubblica), certe informazioni non le possa leggere. Però avrebbe potuto chiedere qualche lume – la storia che abbiamo qui brevemente raccontato è nota, almeno agli esponenti armeni – prima di fare del facile anti-islamismo basato sul falso, facendosi applaudire dai media e provocare un incidente diplomatico con Ankara, di cui non si sente il bisogno. Ha perso un’occasione di dire finalmente la verità”.

  6. Bennnato Bennati at 4:23 am

    Per ristabilire la verità su ALBERT PIKE ( a ciascuno il suo..) , riporto questa breve recensione di René Guénon che ho trovato a pag. 190 degli ETUDES SUR LA FRANC- MACONNERIE ET COMPAGNONNAGE, Vol. 1° : ” Nel bollettino della Gran Loggia Nazionale dello Iowa ( N. di dicembre ) un articolo consacrato ad Albert Pike mostra in costui, tramite delle citazioni delle sue opere, uno spirito religioso, tanto lontano, quanto possibile dal <>.

  7. Bennnato Bennati at 6:16 pm

    TRAGGO DA FACEBOOK QUESTO INTERVENTO DI AUTORE CHE NON CONOSCO, PERCHE’ DA’ UN CONTRIBUTO SULLA FIGURA E L’EREDITA’ DEL MAZZINI.

    10 marzo 1872 moriva Giuseppe Mazzini a Pisa. In quei giorni coloro che gli furono vicini negli ultimi istanti di vita e durante la veglia funebre e la sepoltura erano nella maggior parte massoni. Ma lui non era un Libero Muratore e non aveva mai voluto farne parte. Suo padre, il grande medico e anatomista Giacomo, lo era chiaramente, ma la madre Maria Drago, ipercattolica e giansenista quindi eretica anche per la Chiesa (anche se era una donna di saldi principi morali e di una forte religiosità), era naturalmente contraria per cui il figlio, a lei molto legato, a differenza del padre Giacomo, fu molto critico per via degli ideali politici
    In risposta ad una lettera del massone Federico Campanella (dal 1868 Gran Maestro dell’Obbedienza Scozzese) Mazzini scriveva in data 12.6.1867 “… La Massoneria accettando da anni e anni ogni uomo, senza dichiarazioni d’opinioni politiche, s’è fatta assolutamente inutile a ogni scopo nazionale. Per farne qualche cosa bisognerebbe prima una misura d’eliminazione ed una di revisione delle file, poi una formula nazionale o politica per l’iniziazione…”!!! E chiaramente gli restituì le carte che questi gli aveva fatto recapitare per aderire per posta. Il fatto che per la Massoneria non si discute né di politica né di religione non poteva andare bene al Mazzini.
    Anche se dopo la morte le due principali obbedienze massoniche d’Italia, il Grande Oriente d’Italia sotto la maestranza di Giuseppe Mazzoni e il Supremo Consiglio del rito scozzese di Palermo guidato da Federico Campanella, determinarono di onorare Mazzini mobilitando tutte le logge e invitandole a prendere il lutto per sette sedute consecutive.
    Il 17 marzo 1872, nel giorno dei funerali, a Roma si radunarono centinaia di massoni vestiti a lutto esplicitando così lo sforzo massonico di appropriarsi della figura del “Padre della Patria” come vero e proprio affiliato. A Genova venne inaugurato ad opera dei massoni il sepolcro destinato ad accogliere le spoglie di Mazzini.
    La massoneria celebra il 10 marzo come una giornata dedicata alla commemorazione dei fratelli defunti e il primo dei ricordati è sempre Mazzini, morto in quel giorno.
    Giuseppe Leti, nella sua opera Carboneria e Massoneria nel Risorgimento italiano, data alle stampe nel 1925, negò che Mazzini fosse mai stato iniziato alla massoneria e anche Ernesto Nathan dice che è evidente che non fosse iscritto alla Libera Muratoria, anche se aveva ottime corrispondenze con i dirigenti massoni. La principale obbedienza italiana, il Grande Oriente d’Italia, afferma anche essa l’impossibilità di provare l’appartenenza di Mazzini
    Quindi onorare Giuseppe Mazzini come “padre della Patria” può andare bene, anche altri lo vogliono precursore del fascismo o anticipatore di Giustizia e Libertà:
    La tradizione del Risorgimento – scrive Palmiro Togliatti – vive quindi nel fascismo, ed è stata da esso sviluppata fino all’estremo. Mazzini, se fosse vivo, plaudirebbe alle dottrine corporative, né ripudierebbe i discorsi di Mussolini su “la funzione dell’Italia nel mondo”. La rivoluzione antifascista non potrà essere che una rivoluzione “contro il Risorgimento”, contro la sua ideologia, contro la sua politica, contro la soluzione che esso ha dato al problema della unità dello Stato e a tutti i problemi della vita nazionale.”
    La Repubblica Sociale Italiana rafforzò naturalmente i richiami a Mazzini: la data del giuramento della Guardia nazionale repubblicana venne fissata il 9 febbraio, giorno della proclamazione, quasi un secolo prima, della Repubblica romana che aveva avuto alla sua testa il «triumviro» Mazzini.
    Carlo Rosselli, di Giustizia e Libertà, scrisse nel 1931 ad uno studioso inglese: «Agiamo nello spirito di Mazzini, e sentiamo profondamente la continuità ideale fra la lotta dei nostri antenati per la libertà e quella di oggi» e un comandante partigiano adottò in onore di Mazzini il nome di battaglia di “Pippo”.
    Ma quello che non è possibile è di usare il nome di Mazzini come se fosse un fratello massone travolgendo la verità storica … e anche se la verità è irraggiungibile per l’uomo, almeno dal punto di vista storico cerchiamo di parlarne senza cedere a facili ideologizzazioni.
    Io non ho mai stimato Mazzini come filosofo e come politico mentre ho stimato molto da un punto di vista umano Giuseppe Garibaldi che era massone e ne andava fiero-

  8. Un Cattolico at 7:07 pm

    Mazzini era il capo degli illuminati! Punto!
    Altro che eroe della patria…!
    Presto i marcioni (massoni per chi non avesse capito…) abbandoneranno la nave come tanti topi quando scoppia un incendio!
    Coloro che tirano i fili dell’europa e del mondo si sono tenuti ben nascosti perchè lo sanno che presto arriverà il Grande Monarca Cattolico che farà una pulizia radicale di tutti loro…!
    Dovete solo attendere… Buah ah ah!

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