Se Assad è un “diavolo”, che cosa dire del curriculum dell’America?

di Enrico Galoppini

trump2Va bene che le dichiarazioni lasciano il tempo che trovano e che ciò che conta sono la diplomazia più o meno segreta e, ovviamente, i fatti.

Ma quando uno che non è un signore qualsiasi, bensì il presidente dello Stato più potente della terra, rinfaccia al suo omologo della superpotenza avversaria (la Russia) di “sostenere una persona diabolica molto negativa per il genere umano” non sta facendo solo del teatro o dando prova d’incapacità a tenere a freno la lingua, ma sta allegramente glissando su tutti i “diavoli” che la propria parte (l’America) ha appoggiato interessatamente appena ha cominciato ad espandersi oltre il proprio nucleo originario.

Il teatro, intendiamoci, è implicito in ogni uscita dell’inquilino della Casa Bianca. Si fanno dichiarazioni incendiarie mentre alle spalle, casualmente, scorrono le immagini di “Guerre Stellari”; si anticipa “per errore” che un “attentato islamico” è già avvenuto a Stoccolma; si assegna alla figlia sposata con un pezzo grosso sionista il ruolo di “falco” perché ci dev’essere anche la “colomba”.

preve_ideocrazia_americanaE neppure è il caso qui di contestare la volontà inflessibile degli Stati Uniti d’America di dominare il mondo intero: è un loro sacrosanto diritto, dal loro punto di  vista, in specie se si ha presente che l’America è essenzialmente un concetto, non una stirpe legata alla proverbiale terra degli avi. La natura “ideocratica” di questa “nazione” del tutto speciale investitasi della “missione” di redimere il mondo intero si riflette in politica estera nella spregiudicatezza con la quale i suoi dirigenti hanno scelto le alleanze. Alleanze estorte con la forza, la frode e l’inganno, e mantenute in piedi al costo della svendita della cosa più cara per gli alleati un tempo liberi: la dignità. Gli alleati dell’America, per un “piano Marshall” (farsi ricostruire dopo che è stato bombardato tutto) o la difesa da qualche nemico metafisico (il comunismo, il jihadismo eccetera) si sono così istupiditi ad un punto tale dal ripetere, più realisti del re, le panzane del Padrone, prestandosi al ruolo di fedeli sciuscià. Se quello decreta “sanzioni” ad un Paese che non ci ha mai fatto del male né ha intenzione di farcene, i lustrascarpe del Paese “alleato” rincarano la dose aderendo entusiasticamente a quello che è un vero harakiri politico-economico.

Nel caso specifico della Repubblica Araba di Siria è accaduto esattamente questo: da che il giovane presidente Bashar al-Asad all’inizio veniva presentato come una “speranza” e un “illuminato” (con la moglie che già cominciava a comparire “simpatica” nei rotocalchi), com’è scattata l’esigenza di demonizzarlo l’Italia s’è appiattita come il più servizievole degli zerbini. I suoi pappagalli mediatici hanno così preso a dipingere al-Asad come un “mostro” ed un “tiranno”, esattamente come fa la propaganda a stelle e strisce, che crede (ed in un certo senso ha ragione) di avere a che fare con dei bambini che non riescono ad andare oltre la personalizzazione del Male.

divisione_siriaEcco che Trump, imbeccato dai suoi “consiglieri” esperti in sovversione e frammentazione del Medio Oriente secondo le linee guida sioniste, è giunto a definire il presidente siriano addirittura un “diavolo”, intimando alla Russia di smettere di sostenerlo, tanto avrebbe (inspiegabilmente, perché sta vincendo) i giorni contati.

Ma queste sparate non avrebbero alcuna presa se la gente avesse la memoria un tantino meno corta. Va bene che la propaganda imperante è quella degli Usa. Una propaganda capillare che sfruttando ogni canale (cultura, intrattenimento, media ecc.) ha sistematicamente occultato i più efferati crimini operati in nome della “libertà”, della “democrazia” e, naturalmente, della “guerra alle dittature”.

Prima di farsi prendere dalla smania di bombardare il “diavolo” siriano appoggiato dalla Russia sarebbe dunque meglio fare mente locale all’interminabile lista di creature dell’Inferno amici dell’America da un capo all’altro del mondo. E per non farla troppo lunga rimandiamo ad un articolo-rassegna di Jacopo Barbarito, pubblicato su “Rinascita – Quotidiano di Liberazione Nazionale” (poi “della Sinistra Nazionale”) diretto da Ugo Gaudenzi. Un articolo dal titolo eloquente: Imperialismo americano: 60 anni per un nuovo ordine mondiale, che a mo’ di lista della spesa (o di elenco del telefono, se si preferisce) enumera, per quanto concerne il solo secondo dopoguerra, gli interventi armati americani kleeves_vecchi_trucchinel mondo effettuati ricorrendo a bombe d’ogni tipo; l’utilizzo di armi non convenzionali; le aggressioni chimiche e batteriologiche a Paesi stranieri (compreso l’appoggio ad analoghe operazioni effettuate da altri): ma come, non vogliono forse scatenare una guerra mondiale perché il “regime siriano” usa i gas sui civili?; i test chimici sulla stessa popolazione statunitense (per questo una “guerra infinita” per vendicare le “vittime dell’11 settembre” fa scompisciare dalle risate come giustificazione ufficiale); le torture (gli Usa dispongono di scuole specializzate nelle quali addestrano il personale militare al servizio dei loro “diavoli”, che però essendo al loro servizio non suscitano alcuna riprovazione); il sovvertimento delle elezioni in Paesi stranieri. Per finire con una voce strettamente inerente al motivo che ci ha spinto a scrivere queste righe: le ingerenze all’estero condotte in totale spregio del “diritto internazionale”, ma che dico, della basilare umanità che dovrebbe contraddistinguere chi ha la faccia tosta di proporsi come faro di moralità nel mondo mentre invece ne fa… una più del diavolo!

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