L’Egitto raddoppia il canale. E l’Italia, che fa?

di Enrico Galoppini

canale-di-suezPrima il fatto, nudo e crudo. L’Egitto ha raddoppiato il Canale in un anno: i soldi sono arrivati da un prestito interno di tanti piccoli risparmiatori egiziani. Un prestito per la Patria, insomma.

In Italia una cosa del genere sarebbe impensabile: chi anche solo la ventilasse, verrebbe dipinto come un satanasso dagli ambientalisti; geologi e cassandre del “riscaldamento globale” paventerebbero catastrofi immani; “l’antimafia” di professione comincerebbe a far tintinnare le manette e, alla fine, un bell'”avviso di garanzia” e non se ne parla più!

E i “mercati”, chi li terrebbe a freno? Ci farebbero subito la guerra, per aver osato ignorare i “grandi investitori internazionali”!

E poi i “conti in rosso”, “il debito pubblico”, il Fiscal Compact…

Bravo al-Sisi. Uno con due coglioni così!

Quanto ai “coglioni”, l’Italia ne è talmente piena che se interessassero a qualcuno potrebbe arricchirsi con l’export. Invece ci tocca tenerceli, al “governo” e all’“opposizione”.

I primi vorrebbero fare, ma “non possono”. I secondi son messi lì apposta per dare una parvenza di verità a tutte le “difficoltà” che insorgono perfino per raddoppiare un tratto d’autostrada.

In giro per il mondo (anche con imprese italiane) si fanno opere incredibili che sembrano uscite da un film di fantascienza, mentre qua è diventata un’utopia anche far stare su un pilone di cemento.

bonifica_colonoLasciamo perdere il ponte sullo Stretto: non c’è stato uno che non abbia detto la sua per tarpare le ali all’iniziativa. Ora, s’immagini se, in un simile stato di cose, sarebbe mai stata possibile la Bonifica integrale attuata dal Fascismo. Di questo passo, anzi, ricomparirà la malaria e ci sarà pure chi penserà di salvare lo stesso la zanzara anofele dall’estinzione o di debellarla con “metodi naturali” ricorrendo a colonie di chirotteri.

La cosa più interessante da notare quando un paese che fu grande s’incammina sulla china del sottosviluppo è l’alleanza tra i “sinistri” ecologisti e i “destri” finanziaristi.

Mica per caso le grida sul “Global Warming” nascono nella Perfida Albione, che ospita la Cittadella mondiale della speculazione e che alimenta, attraverso una serie di iniziative “caritatevoli” fornite di imprimatur regale, la preoccupazione per un pianeta giunto al capolinea se non si rivedrà radicalmente il nostro modello di sviluppo.

Che avrà anche dei gravi difetti, ma qui pare che lo scopo di queste campagne sia un altro: indebolire i concorrenti, pardon gli “alleati”, mentre chi ti vuole far andare a dorso di mulo sembra parecchio a suo agio tra diavolerie come lo spread o il rating.

E poi c’è la questione delle alleanze. Chi si allea con Russia e Cina, di questi tempi cresce e raddoppia i canali. Perché quelli, anche se non sono la Fatebenefratelli, ti lasciano la sovranità. Chi sta attaccato alla sottana dell’America si condanna al suo stesso declino e a non poter più tirare su nemmeno un muretto a secco se prima non s’è interrogato su tutte le possibili calamità, ecologiche e finanziare, che un simile sconsiderato atto potrebbe innescare.

Da una parte, un canale in un anno; dall’altra, dieci anni per completare anche un viadotto o un parcheggio sotterraneo.

Sisi-NasserLà, al-Sisi, uno che promette e mantiene. Qui, una rassegna di personaggi che sembrano usciti da una televendita, intervallati da “tecnici” e teorici del “rigore” che spengono sul nascere le illusioni create dalle “sparate” di chi, conscio che non può fare anche se lo volesse, promette milioni di posti di lavoro o di rivoltare come un calzino l’italico stivale.

Ma forse il problema è anche un altro. Che al-Sisi è un militare, quindi uno abituato a ragionare pragmaticamente e con amor di patria. Qua abbiamo ancora una “classe dirigente” che umanamente non esprime uno straccio di “carattere”, da quelli che ancora credono di stare negli anni Settanta a quelli che gli han fatto credere d’incarnare “il nuovo che avanza”.

Ah, ma noi abbiamo la “democrazia”, i diritti umani”! Mica ce li hanno in Egitto.

È vero, non ci avevo pensato. Effettivamente, al-Morsi – un presidente “regolarmente eletto” – è stato destituito con la forza e rischia pure la pena capitale per “alto tradimento”. Qua son già tre governi che nessuno ha mai eletto… Ma la musica non cambia: tutti al servizio d’interessi antinazionali.

Ecco, forse in Italia ci manca proprio uno come al-Sisi.

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