Siamo orfani di vera arte

di Enrico Galoppini

Quando vedo queste cattedrali non posso non fare il confronto con la bruttura delle odierne chiese, prodotto di “archistar” e senz’anima…

Le cattedrali gotiche (o comunque quelle ancora influenzate dal gotico) hanno il potere di elevare immediatamente, spontaneamente, senza tanti “ragionamenti”, ed in questo sta il segno che si tratta di costruzioni nelle quali lo Spirito si è manifestato con un’azione cosciente da parte dei “maestri costruttori”.

Anche il Romanico ha una sua “potenza”, mentre il Barocco, sebbene le chiese barocche abbondino di “opere d’arte”, ha già in sé i segni della decadenza che condurrà inesorabilmente agli obbrobri contemporanei. 

La cosa stupefacente (ma fino ad un certo punto) è che in Russia, nazione cristiana ma di differente confessione, anche quando costruiscono nuove cattedrali le fanno nello stile tradizionale, segno che qualcosa di buono anche in questo campo si può ancora fare (se non si è completamente conquistati dalla “modernità”)… Ma quando s’introduce il virus del personalismo dell’artista che vuole eccellere in “originalità”, dello sfarzo fine a se stesso, della complicazione tanto per sbalordire, perfino dell’allegoria in sostituzione del simbolo, ecco che quella stessa architettura sacra (che così diventa d’argomento sacro e basta) non comunica più nulla in maniera “immediata”, cioè non mediata dai mentalismi dei vari critici e del pubblico “acculturato”.

Per tal via, la funzione primaria della cattedrale viene meno. Essa non “parla” più e, mentre anche la Messa finisce per trasformarsi in “cerimonia”, il fedele resta orfano di un fondamentale “libro aperto” capace di condurre anche il più “ignorante” (nel senso di non “erudito”) a livelli di comprensione della Verità ignoti a tutti i critici ed architetti alla moda di questo mondo.

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