“Israelizzazione” delle società europee e compattamento del “fronte occidentale”

di Enrico Galoppini

Voi ridete e scherzate, ma là fuori, all’apparenza “normale” ed “integrato”, c’è qualcuno che all’improvviso “impazzisce” e sgozza un tuo familiare.

Quello che è accaduto alla stazione di Marsiglia, dove una “risorsa” pluripregiudicata già residente (e sposato) in Italia ha preso un coltello e ha ammazzato – sgozzandone una! – due ragazze di 17 e 20 anni, è un fatto di una gravità inaudita che solo il baccano mediatico per la strage di Las Vegas (avvenuta all’altro capo del mondo, ricordiamocelo ogni tanto…) e i fatti di Catalogna sono riusciti a far passare in cavalleria.

Ve l’ho già detto che cosa è questa situazione. Si chiama “israelizzazione della società”, nella quale si vive in perenne stato d’assedio, pieni di controlli e magari armati (contro un nemico “invisibile” quando quello vero finge di difenderci), allo scopo di farci sentire tutti, dagli Usa alla Francia, da Israele alla Germania eccetera, “sulla stessa barca” dell’Occidente (opposto ovviamente all’Oriente, cioè all’Islam, quindi, pretestuosamente, alla Siria, all’Iran ecc.).

Chi dobbiamo ringraziare di questa fantastica prospettiva che si profila come la “normalità” per un tempo indefinito? La lista è lunga, ma in cima ci metterei “l’Europa”, il “papa Francesco”, i dirittumanisti laici e non con in testa la Boldrini e le ONG, i mammalucchi delle “primavere arabe” e naturalmente la Nato (paravento degli Usa), senza la quale la Libia di Gheddafi sarebbe ancora dov’era e forse queste orribili scene ce le saremmo risparmiate.

Gli articoli de Il Discrimine possono essere ripubblicati, integralmente e senza modifiche (compreso il titolo), citando la fonte originale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*