Addio “lavoretto”: il motivo c’è ma non si deve dire
I giovani universitari italiani non trovano più un “lavoretto” come un tempo?
E a chi dovrebbero dare la colpa? Ma alla “crisi”, ovviamente. A questa panacea per tutti i mali che esula dal cercare ogni altra spiegazione.
È quanto emerge da uno sei soliti sondaggi-inchiesta che non sa e non vuole andare fino in fondo alla questione perché in Italia ci sono delle cose che nemmeno si devono pensare.
E allora le diciamo noi, certi di non essere smentiti nemmeno dai più accreditati “esperti” e “predicatori”.
La verità è che “il lavoretto per i nostri ragazzi non c’è più” perché se lo sono preso gli immigrati.
Anche se i “lavoretti” sono meno che negli anni Ottanta o Novanta, quando con un po’ di volantinaggio saltuario riuscivi a toglierti qualche soddisfazione (tipo viaggi all’estero).
Chi trovate oggi a mettere la pubblicità nelle buche delle lettere? Non troverete mai un italiano, e non perché “certi lavori gli italiani non li vogliono più fare” (dove sei Bertinotti?), ma perché questi cosiddetti “lavori” vengono offerti a paghe che più che altro sono un insulto alla decenza.
Ma per carità, questo non si deve neanche pensarlo.
E figuriamoci se una studentessa delle superiori (una di quelle che non trova più il “lavoretto”) osa pronunciare l’impronunciabile in un pubblico dibattito.
Sospesa immediatamente. Roba che nella scuola delle “tre i”, dei professori perennemente sul piede di guerra e delle rituali “occupazioni” non capita nemmeno se un allievo insulta pesantemente il docente. Non sia mai detto: la scuola, che ormai è una “azienda”, si farebbe la nomea di essere troppo rigida e selettiva. Insomma, “all’antica”.
Mentre è molto, molto moderno imbastire “dibattiti” a senso unico in luoghi che, stando a come si autorappresentano, dovrebbero aiutare al “pensiero critico”!
A noi, l’unico pensiero che invece corre alla mente è questo: se lavori o lavoretti non ce ne sono più, non sarebbe più logico e sensato dire “addio” – assieme a chi se ne sta qua a permettere una gara al ribasso – a tutto un modo di pensare che ci sta portando dritti alla fine?

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