Uno squallore cui va messa fine
di Enrico Galoppini
Ieri in centro faccio una capatina per guardare la vetrina della libreria La Fenice. Scopro che la libreria ha chiuso (che novità!). Accanto, in compenso, è apparso un altro “market”.
A cosa servono questi “market”? La risposta la si ha immediatamente guardando la vetrina. Questi negozietti, gestiti da persone le quali se gli venisse applicata la loro “legge morale” non se la passerebbero tanto liscia, sono – assieme ad altri quali le “sale scommesse”, i “compro oro”, i “centri massaggi” – il simbolo dello squallore dei nostri centri urbani. Pare che questo governo abbia disposto una loro chiusura entro le 21 (e c’è chi protesta già per lesa “integrazione”). Io, invece, sarei per una loro chiusura definitiva, perché espandendosi a macchia d’olio nel tessuto urbano contribuiscono solo al degrado, alla concentrazione di balordi e all’aumento vertiginoso della piaga dell’alcolismo!

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