Riflessioni intorno alla conferenza “Gesù e Muhammad” (Roma, 17 dic. 2017)
di Giuseppe Aiello
In occasione del Natale e dell’anniversario della nascita del Profeta, il Centro Studi Internazionale DIMORE DELLA SAPIENZA (www.dimoredellasapienza.org), ha organizzato una conferenza con autorità religiose e accademiche cristiane e musulmane (sunnite e sciite), per affrontare l’attualità, gli orizzonti e le problematiche che si ritrovano ad affrontare i seguaci di queste due straordinarie personalità, tra le più importanti della storia dell’umanità.
Ci piacerebbe ricordare, in quella occasione, che i seguaci di Gesù e Muhammad, al di là delle innegabili e profonde differenze, condividono molti PRINCIPI TRADIZIONALI COMUNI che non solo possono costituire la base per una armoniosa e pacifica convinvenza, ma anche il punto di partenza per una “azione” comune nel marasma e nella confusione del mondo moderno: la visione spirituale della vita, la credenza e la fede in unico Dio e nel fatto che Egli si sia Rivelato al genere umano, la credenza nell’anima e nella vita dopo la morte, la ricerca della pace interiore ed esteriore, il desiderio di Giustizia nella nostra vita individuale e nella società, lo studio, l’apprezzamento e il ricordo della Santità degli uomini che hanno annusato il profumo della Prossimità divina, la seconda venuta di Gesù Cristo.
Sulla base di questi principi, tenendo conto anche nelle profonde e innegabili differenze, cristiani e musulmani (sciiti e sunniti) possono unirsi nella lotta contro la desacralizzazione della società, le forze antireligiose e antitradizionali del mondo moderno, con uno sforzo congiunto contro l’ateismo, l’individualismo, il consumismo, il secolarismo, il relativismo, l’oppressione degli individui e dei popoli, il materialismo dilagante, la degenerazione etica e dei costumi, uniti nella difesa della vita e della famiglia tradizionale. Essi possono insieme testimoniare, soprattutto alle nuove generazioni, un sano orientamento “verticale” della propria vita, una tradizionale “formazione di sè”, al fine di conseguire la realizzazione interiore e per costruire insieme i presupposti per la venuta di un’era di pace e giustizia per il mondo. Con la piena consapevolezza delle convinzioni comuni e delle differenze, e alla luce della situazione attuale delle due comunità religiose, musulmani e cristiani possono, devono, proporsi dunque reciprocamente amicizia, ed essere compagni di viaggio nella “ricerca di Dio”.

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