Italia, inferno fiscale e regno della contravvenzione
di Paolo Sensini
Che l’Italia sia un inferno fiscale è perfino superfluo dirlo, tante sono le prove che i contribuenti subiscono ogni santo giorno (il totale complessivo delle tasse si aggira intorno all’80%), ma accanto alla tassazione “ufficiale” ne esiste una parallela che è schizzata in maniera inopinata.
Negli ultimi cinque anni, infatti, le contravvenzioni stradali sono cresciute in Italia del 987%, ponendola di fatto come maglia nera dell’orbe terracqueo (in Francia nello stesso periodo sono salite del 37%, in Spagna del 26%, in Germania dell’11% e in Svezia del 9%).
Un percorso a ostacoli fatto di autovelox, improvvisi e insensati divieti di velocità, telecamere, ausiliari della sosta, permessi, bolli, autorizzazioni, segnaletica a capocchia, tagliandi e revisioni che flagellano la vita di chi ha la sventura di possedere un’auto.
Per non parlare delle gabelle che gravano sul prezzo del carburante, circa il 70%, le quali fanno sì che in pratica si viaggi a tasse e non a benzina.
Al contempo l’ex Bel Paese ha il primato per quanto riguarda le strade più dissestate e impraticabili del vecchio continente, che in teoria dovrebbero essere finanziate con i proventi da record delle multe.
Non è vero che è difficile governare gli italiani. Basta subissarli di divieti che li sollevino dalle loro responsabilità. In attesa della prossima legge…

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Due uomini scomodi
Su Rai – Storia , un Giudice della Corte Costituzionale celebrava il Consesso di cui fa parte, un pugno di persone strapagate ( absit iniuria verbis) che decide giorno per giorno quale sia la ” Costituzione vivente” e quindi dove deve andare legislazione (ma la Costituzione italiana non era una costituzione ” rigida, cioè non modificabile , salvo una complessa corsa ad ostacoli ? ” ; ma la sovranità non apparteneva al “popolo”? ) ricordando, fra le altre cose, il principio da essa introdotto che gli “autovelox ” debbono essere debitamente ” tarati “, perché le multe non siano fatte “a capocchia” ( proprio così disse il professore ).
No, professore, gli autovelox non debbono essere “tarati”, debbono solo essere aboliti , ché , per diminuire il numero degli incidenti stradali, non servono a nulla, servono solo a frugare nelle tasche di Pantalone, impoverendolo vieppiù.