Di vaccino si muore: qualcuno avverta “Il Primato Nazionale”…

di Enrico Galoppini

… che nell’ultimo numero di maggio ha pubblicato un articolo che manco Burioni… Nel mensile di Casa Pound Italia (movimento che ho apprezzato nella misura in cui ha condotto battaglie sociali e sovraniste) si è arrivati a sostenere, pur di far digerire le morti da vaccino, che oramai non si riesce più ad accettare l’idea stessa della morte! La morte di un figlio andrebbe infatti accettata a cuor leggero in nome del “bene della collettività” (immunità di gregge)! Ripeto: la Lorenzin e Burioni non erano arrivati a tanto, essendosi ‘limitati’ a negare ogni possibilità di danno vaccinale.

Sorvoliamo sulla trita e ritrita storia dei vaccini che avrebbero eradicato un tot di malattie (smontata da studi come quello di Humphries e Bystrianyk pubblicato recentemente anche in Italiano), ma la serie di domande che a questo punto mi faccio e rivolgo ai militanti e simpatizzanti di CPI è: ce la fanno i “camerati” ad abbandonare l’idea di uno Stato che impone qualsiasi cosa? Ce la fanno a guardare positivamente al Fascismo senza andare in brodo di giuggiole per ogni tipo d’intruppamento coercitivo? Ce la fanno a capire che questo sistema che criticano anche ferocemente è lo stesso, saturo d’inconfessabili interessi affaristici, che ha prodotto la legge Lorenzin? Ce la fanno ad abbandonare un ottocentesco paradigma scientista, se non addirittura quella “superstizione della scienza” magistralmente spiegata da René Guénon? Ce la fanno a non vedere in chi non vaccina (sovente in maniera consapevole ed informata) un “fricchettone” o, peggio ancora, una “zecca”? Ce la fanno, insomma, a non appiattirsi pedissequamente sulla serie di affermazioni apodittiche che sta alla base di questa legge assurda che, tra l’altro, ritengo sia tra i motivi del tracollo elettorale del PD?

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