Automi
di Enrico Galoppini
Quando parlate con qualcuno di religione, di storia, di attualità o di qualsiasi questione all’ordine del giorno bisogna sempre aver chiara una cosa: che molto probabilmente abbiamo di fronte qualcuno che non ha idee sue, cioè frutto di una sua rielaborazione dei dati dell’esperienza uniti ad una cultura perseguita con spirito libero.
Si ha di fronte, il più delle volte, un automa che reagisce come per effetto di una programmazione mentale, che associata alla tendenza a vedere tutto con gli occhiali del moralismo produce individui che pensano liberamente quanto lo può fare un robot.

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A questo riguardo, credo che abbia ragione il giornalista Giulietto Chiesa : un numero sempre maggiore di nostri contemporanei ha dentro la testa come un bottone. Se uno sa come schiacciarglielo, gli fa pensare, dire, fare quello che vuole. Sempre più frequentemente in quello che si legge nei giornali o si sente alle tv, o si coglie per strada, sembra che si abbia a che fare non più con persone ma appunto con automi che fanno, dicono pensano quello, e solo quello, che sono stati programmati a dire, fare, pensare.