A proposito di revisione storica: la fine di Mussolini

di Enrico Galoppini

Sugli ultimi giorni e la fine di Benito Mussolini esiste una discreta bibliografia. Non pochi sono i libri “revisionisti” in materia, da quelli di Giorgio Pisanò a quelli di Franco Bandini, da quelli di Luciano Garibaldi a quelli di Maurizio Barozzi.

Eppure la versione ufficiale, cioè quella divulgata nelle scuole “italiane” ed alla quale crede la massa, persino compiacendosene, è quella del dittatore in fuga “giustiziato” dai partigiani comunisti.
Contraddizioni ed assurdità che rendono completamente inattendibile tale versione sono come le proverbiali pizzillacchere per gli ‘storici’ incaricati di formare la ‘cultura storica’ del famoso uomo della strada. Che come al solito non si chiede mai nulla, come per l’11 settembre e molto molto altro.

O forse no. Alla massa fondamentalmente non interessa, in fondo, né l’una né l’altra versione: si adegua e basta. Come se la cosa non avesse nessuna implicazione diretta sulla sua vita. Il che forse è un bene, perché significa che il prevalere di una vulgata storica non è una questione “democratica”. Si tratta, semplicemente, di una partita tra élite. Pertanto, con Vilfredo Pareto, attendo pazientemente la sostituzione del presente ceto “intellettuale” con un altro più dignitoso. Tanto, chi vuole, come si sono svolti i fatti, e perché, può tranquillamente scoprirlo da solo.

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There is 1 comment for this article
  1. SEPP at 7:34 pm

    E’ d’accordo almeno che il duce dopo aver governato per 20 anni sapendo di essere
    considerato un dittatore rimette il potere al re che lo aveva imposto alla nazione?
    E’ d’accordo con me che mentalmente l’uomo aveva perso la sua baldanza tanto che ha realizzato il vero stato sociale nella repubblica si salo’?
    Un uomo pericoloso era e rimane per me solo Enrico Mattei, un uomo solo contro tutti.

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