Le nostre tradizioni ancestrali: l’uomo e il toro
di Enrico Galoppini
Ci sono tradizioni dei popoli del sud Europa la cui origine rimanda alla notte dei tempi. Anche a Siena, prima del Palio, si tenevano, nella Piazza del Campo, delle “cacce ai tori”.
Giuro che quando uno degli intervistati in questo film-documentario sull’Encierro di Pamplona spiega che cosa vuol dire fare un buon encierro mi sono commosso come quando vedo il Palio. Pochi secondi, sette… otto al massimo, e tu sei lì che corri davanti al toro, alla sua stessa velocità, leggermente defilato ma non ai lati della strada dove s’ammassano gl’inesperti e i pavidi; guardi avanti e guardi indietro e sei come in un flusso, sospeso in una sensazione d’eternità. Dev’essere indescrivibile. Un’esperienza che t’impone un salto di livello. Quando poi senti che c’è chi è quasi morto e poi ritorna a correre, beh, capisci che questa cosa non può essere ridotta ad una polemica sui “diritti del toro”. Come a Siena, dove anche se sono cavallo e fantino a correre per tutti qualcuno prova a privare l’uomo di un suo diritto: quello a trascendere una condizione ordinaria che, ironia della sorte, lo rende più simile ad un bovino che ad un essere assetato d’infinito.

Articolo Precedente
Articolo Successivo
Il maschio in estinzione
Il fallimento della medicina ufficiale
Perché gli sloveni non vogliono i “matrimoni gay”?
“Nuovi barbari” tra noi: Ungheresi, Cechi e Polacchi che non “accolgono”
Vogliono la guerra? E guerra sia!
Giù le mani dalle famiglie!
La trappola degli “opposti estremismi”
A chi giova l’assassinio di Jo Cox?