Ma il “conflitto d’interesse” esiste solo per gli altri?
di Spectator
Stanno facendo un gran baccano perché la conduttrice televisiva, ed ex miss cinema, Elisa Isoardi, la quale – si dice – sta frequentando il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, ha polemizzato duramente, in diretta televisiva, con l’ufficio stampa del Comune di Verona.
Le malelingue sostengono che così facendo la Isoardi abbia aiutato, dal pulpito della tv di Stato, la sua “fiamma” nella diatriba che lo vede in contrasto col sindaco della città scaligera. Quindi… conflitto d’interesse! Una questione da portare immediatamente in parlamento!
C’è da chiedersi se questi qua sono o ci fanno.
Non hanno mai controllato i cognomi dei direttori, dei redattori e degli opinionisti delle reti pubbliche?
Senza fare nomi, perché qui non vogliamo subire vendette, basti pensare a determinati telegiornali, feudi incontrastati di alcune “famiglie” infilate dappertutto. Che come se nulla fosse, da sempre, utilizzano le reti Rai per condurre le loro personalissime battaglie, contro questo o quel nemico, interno o esterno, presente o passato, facendo passare il tutto ad un pubblico di babbei per “informazione imparziale”.
Nessuno si rende conto di quale intreccio di parentele, cointeressenze e solidarietà (politiche, claniche, etniche e/o religiose) siano certe trasmissioni?
Allora, per favore, quand’anche una pubblica tribuna fosse servita per regolare i conti interni ad un partito, ci si pensi prima di cadere dal pero e gridare al “conflitto d’interesse”.
Guardando altrove, senza troppo penare, si trova senz’altro di peggio.

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