L’Italia è sempre “avanti”: qui nasce anche il “fenomeno Trump”

di Enrico Galoppini

Noi Italiani abbiamo la malsana abitudine di autoflagellarci all’inverosimile e di considerarci sempre ridicoli, inadeguati e non al livello di qualche altro “Paese più avanzato”. Viviamo un complesso d’inferiorità diffuso che si riflette nella convinzione che gli altri – specialmente “le grandi democrazie” – sono sempre migliori, e noi, invece, della gente fondamentalmente incapace e pasticciona.

Non molti sanno che la prima (auto)biografia del Duce fu concessa, nel 1928, all'ex ambasciatore americano in Italia, che prima la pubblicò a puntate su un quotidiano e poi - con uno strepitoso successo di pubblico - in un volume che, uscito in Inglese, venne poi tradotto (!) in Italiano...

Non molti sanno che la prima (auto)biografia del Duce fu concessa, nel 1928, all’ex ambasciatore americano in Italia, che prima la pubblicò a puntate su un quotidiano e poi – con uno strepitoso successo di pubblico – in un volume che, uscito in Inglese, venne poi tradotto (!) in Italiano…

Ma la verità è che siamo sempre avanti noi, e gli altri ci copiano! Prendete il Fascismo: un fenomeno essenzialmente italianissimo che rompe lo schema ingessato delle ideologie otto-novecentesche nelle loro varianti “di destra” e “di sinistra”, e che a un certo punto si son messi tutti a scimmiottare (con risultati discutibili perché non ne comprendevano l’essenza), persino in America, quando questi intelligentoni annaspavano in una crisi economica senza via d’uscita (dalla quale usciranno praticamente solo grazie all’oliato ricorso alla guerra).

Per secoli, benché frammentata politicamente, l’Italia è stata il “laboratorio” dal quale gli stranieri hanno attinto per poi copiare, magari adattando e distorcendo, l’intuizione nostra. Si pensi ai mercanti “lombardi”, al Monte De’ Paschi (quello cantato da Pound, non quello attuale), al Rinascimento, fino al “viaggio in Italia” che per l’élite culturale europea era una tappa obbligatoria.

Non parliamo poi dell’influsso che il mito di Roma ha esercitato anche all’estero, nelle arti e non solo. Anche in America hanno il Campidoglio, il che è tutto dire.

I primi santi patroni d’Europa – Benedetto da Norcia e Caterina da Siena – sono italiani, non so se mi spiego.

trump-berlusconiE dopo una caterva d’inventori e scopritori (sovente defraudati dei loro diritti proprio da inglesi e americani),  si arriva a Trump, altra ‘invenzione’ italiana. L’imprenditore prestato alla politica (nella crisi nera della Politica con la P maiuscola), che ci piaccia o meno, è uscito dall’italico cilindro. E tutto si ripete quasi alla lettera: in America vanno già in scena i “girotondini”, che in nome della loro “superiorità morale”, sempre “più eguali degli altri”, pretendono l’abbattimento del “fascista”, le accuse sul cui conto in campagna elettorale (le stesse addossate a Berlusconi: donne e soldi) fanno sinceramente sorridere se confrontate con quel che grava sulla coscienza dei Clinton.

Anche se i loro sostenitori, scalmanati contro il ricco e “sessista” e “razzista” Trump, non si prenderanno mai la briga di chiedere se a Belgrado come a Baghdad, a Damasco come a Tripoli, il nome della “prima candidata donna alla Casa Bianca” (e di suo marito) evoca ricordi felici e suscita un sincero ed appassionato entusiasmo.

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