Cappato libero, Berlusconi in galera!
di Bennato Bennati
Marco Cappato (manzonianamente, verrebbe da chiedersi: Cappato? Chi è costui?) si è autodenunciato per avere prestato aiuto al suicidio del DJ.
In teoria rischierebbe una pena pesante. In pratica non rischia nulla ed anzi già i tiggì preannunziano che il suo caso servirà alla formazione di giurisprudenza che farà da apripista per la piena legalizzazione della eutanasia e del “suicidio assistito” (lo stesso Cappato nell’intervista alla tv ha detto che le norme della Costituzione – un pasticciaccio brutto radical-azionista-social-comunista, avallato da cattolici e liberali, in stato di sudditanza psicologica verso i primi, e che puoi tirare dove vuoi, sopratutto a “sinistra” – , prevalgono sull'”aiuto e istigazione al suicidio”, reato – ha ricordato Cappato – concepito in epoca fascista).
In questa corsa accelerata verso la dissoluzione, si inserisce a pieno titolo la prossima (annunziata dal tiggì dell’altra sera) modifica dell’ordinamento dello Stato civile (di epoca fascista anch’esso) per cui negli atti di nascita, nei certificati, non ci sarà più scritto “padre” e “madre”, ma ” genitore uno ” e ” genitore due”.
Nella Repubblica che fa sposare gli uomini con gli uomini e le donne con le donne, “andare a donne” è invece vietato, ed così che si celebra in questi giorni il processo ” Berlusconi ter”.
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