L’ultima versione del moralista: il ‘Salvini Hater’
di Enrico Galoppini
Ci risiamo. Orfane di Berlusconi (e prima ancora di Craxi, Andreotti, Fanfani eccetera), le ondate d’indignazione e sgomento e gli appelli a “resistere” al “nuovo fascismo”, amplificate dai “social”, trovano un nuovo catalizzatore, Matteo Salvini.
Non passa giorno che questi “indignados” non trovino un motivo per esternare la loro preoccupazione, la loro riprovazione, il loro odio. Sì, diciamocelo chiaramente: odio. Perché non è che se ti prendi a bersaglio un personaggio, lo definisci il “male assoluto” e gli auguri finanche la morte, tu, che sei tutto Peace&Love, resti esente dal terribile sentimento dell’odio.
Contro Berlusconi si è visto un odio a livelli inimmaginabili, fino all’episodio del tale che gli tirò una statuetta in faccia (caso unico). Con Salvini succede lo stesso, ma non si preoccupino i “nuovi partigiani”: se farà troppo di testa sua (e qualcosa di buono per la nazione di cui è ministro) gli faranno fare la fine di Haider, o di quell’altro del suo partito, Buonanno, vittima anche lui di uno strano “incidente stradale”. Certe manine dei servizi, chissà perché, agiscono di concerto con l’indignazione moraleggiante. Così, cari ‘Salvini haters’, se e quando ci dovesse scappare il morto, abbiate almeno la buona educazione di ringraziare chi di dovere, giusto per non mettersi in testa strane cose, e cioè che gli accidenti che mandate arrivano per davvero.

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