La “pioggia di soldi” è come l’Albero degli zecchini d’oro
di Enrico Galoppini
Va bene che viviamo in uno Stato laico. Va bene che la religione è ridotta a fatto privato. Va bene che c’è “la crisi” e tutti sono a caccia di quattrini.
Ma aprire la pagina della propria casella di posta e trovarci a tutto schermo, il giorno di Natale, l’immagine qui accanto, è qualcosa che lascia sgomenti. Oltre che in preda a un quesito amletico.
Vuoi vedere che questa cosiddetta “civiltà moderna” ha sostituito il Bambin Gesù col vil danaro? E che al posto della Mangiatoia, a forza di proclamarci “laici”, ci siamo ritrovati (i più solo come desiderio insoddisfatto) solo il “magna magna”?
Forse il danaro non sarà sempre “lo sterco del Demonio”, perché tutto dipende da come lo si usa (e da come ce lo si procaccia). Di sicuro c’è che “la pioggia di soldi” è come l’Albero degli zecchini d’oro. E quest’umanità, se non sta attenta, rischia di far la fine di Pinocchio, illuso anche lui da qualche infida ‘pubblicità’, di poter vivere nel Paese di Bengodi senza dover “lavorare sodo”.
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P.S. del 26 dicembre: il giorno di Santo Stefano, riapro la casella di posta e trovo quest’altra immagine… L’Albero degli euro, versione aggiornata di quello degli zecchini d’oro.


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Ricordarlo sarà certamente banale, ma dove c’è l’albero con gli zecchini d’oro, ci sono anche il gatto e la volpe in agguato…