“Intimidazioni ed aggressioni”: quanta ipocrisia!
di Enrico Galoppini
Forse qualcuno qui ricorderà che non molto tempo fa, all’Univ. di Bologna, una conferenza regolarmente programmata avente per argomento la guerra in Siria, tra i cui organizzatori vi era anche il Cesem – Centro Studi Eurasia-Mediterraneo (pericoloso covo di “fascisti”!), non si poté tenere a causa dell’irruzione, assai più aggressiva di quella degli “skinhead” di Como, di “studenti antifascisti” nei locali della presidenza di Giurisprudenza.
Il risultato fu che, sotto il titolo “fuori i fascisti dall’università”, la conferenza venne annullata d’imperio. La “stampa democratica”, in quell’occasione, si unì al coro degli “antifa”, ripetendone acriticamente le assurdità pure e semplici.
Nessun partito, nessun sindacato e nessuna carica istituzionale si scomodò per condannare l’accaduto, che pure andava a ledere la famosa sacrosanta “libertà di espressione” in locali per giunta pubblici. Su un tema poi così scottante come quello della guerra in Siria che, come sappiamo, si collega a quello del cosiddetto “terrorismo”…
Quale fu la lezione di quell’ordinaria giornata di “antifascismo militante”? A parte l’annullamento della conferenza a causa del ritiro della concessione della sala da parte della preside della facoltà: 1) che in Italia non si può parlare liberamente di Siria; 2) che alcuni non possono proprio parlare in pubblico in locali per definizione pubblici quali sono quelli dell’università!
p.s.: l’intervento di Stefano Vernole previsto per il convegno annullato all’Università ma poi tenutosi ain altra sede: http://www.cese-m.eu/cesem/2017/10/intervento-di-stefano-vernole-al-convegno-guerra-in-siria-tra-geopolitica-e-diritto/
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