L'”accoglienza” ai tempi del terremoto
di Enrico Galoppini
Adesso fate molta, molta attenzione a come eviteranno, in questi giorni di terremoto, di mettere in prima pagina gli “sbarchi di migranti”…
Che cosa intendo dire? si chiede qualcuno.
Che siccome la misura è colma, non c’è più “trippa per gatti” e non è sensatamente pensabile andarsi a prendere tutta l’Africa per “aiutarla”, in simili delicati frangenti c’è il “rischio” che anche il proverbiale “uomo della strada” (in Umbria, nelle Marche e in parte del Lazio in strada per davvero) faccia due più due, e cioè che è – anche solo dal mero punto di vista ragionieristico – insensato, folle e pure smaccatamemnte offensivo continuare con questa cosiddetta “accoglienza” mentre un sacco di italiani hanno la casa inagibile.

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