Un’Italia senza storia è senza futuro
di Enrico Galoppini
Il 29 luglio del 1883 nasceva Benito Mussolini.
Chiunque è consapevole che, nel bene o nel male, egli ha rappresentato l’uomo politico più influente di tutta la recente storia italiana. Per “influente” intendo dire anche dopo la sua morte, tant’è che ancora oggi sono molti i suoi estimatori e detrattori. Una personalità capace di suscitare forti emozioni e passioni a distanza di così tanto tempo.
Benito Mussolini fa tutt’uno col Fascismo, essenzialmente una sua elaborazione, sia come dottrina che come prassi. Su Mussolini e il Fascismo sono state riempite biblioteche, costruite reputazioni accademiche (anche per denigrarli e basta), edificate fortune editoriali (di varia qualità). All’estero, l’influenza di Mussolini e del Fascismo sotto vari aspetti è stata enorme. Persino Oltreoceano e nei Paesi dell’Asia e dell’Africa.
Eppure… eppure, oggi 29 luglio, i giornali italiani che “ricordano” gli anniversari più insignificanti (persino i compleanni di attori o cantanti americani se fossero ancora vivi) si sono dimenticati, come da copione, di scrivere anche solo un trafiletto su questa data.
Inutile nasconderselo: Mussolini e il Fascismo sono il grande “spettro” dell’Italia di oggi. Un’Italia dalla cattiva coscienza sempre più messa male perché invertebrata e senz’anima. Un’Italia “ufficiale” (quella delle istituzioni “antifasciste”) che ha paura di accettare serenamente il suo passato gettando in un “buco nero” vent’anni significativi della sua storia, e dunque condannatasi a non avere alcun futuro.

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