Quando le idee sono chiare…
di Enrico Galoppini
Si fa presto a liquidare un quaderno del genere come una “roba fascista” (e perciò da rigettare a priori). Si smetta di rispondere con riflessi condizionati e si ragioni, se ancora se ne è capaci. Perché non si deve emigrare?
Ma è chiaro il perché. Perché così la comunità s’impoverisce, e non stiamo parlando di “rimesse” o altri calcoli ragionieristici. Si perdono i propri figli, che è la cosa peggiore!
E fate caso ai simboli: vanga e martello (ma anche il libro), il che equivale a dire… LAVORO! Non si emigra se si ha un lavoro, e dunque da mangiare per sé e la propria famiglia. Il che è l’esatto opposto di tutti questi governi liberal-liberisti, felici di sbarazzarsi di un sacco d’italiani, mentre “accolgono”, “accolgono”, “accolgono”…

Articolo Precedente
Articolo Successivo
A proposito di revisione storica: la fine di Mussolini
L’Ansa e la Siria: mentire è il mio mestiere
Pazzi da manicomio
Il maschio in estinzione
Ho sviluppato un sesto senso…
“Il Nazismo del giorno” (edizione del 2 maggio 2018)
Il business della “accoglienza” mette le mani su caserme e ospedali dismessi
Automi