“L’Islam moderato” plaude all’elezione di Macron

di Enrico Galoppini

da: "SESSANTOTTISMO Radici ebraiche di una devastazione", di Gianantonio Valli, edizioni Ritter 2014

da: “SESSANTOTTISMO”, di Gianantonio Valli, edizioni Ritter 2014

Questo è l’Islam europeo istituzionale. Un Islam sempre dalla parte del PD mondiale, dell’ammucchiata contro i “populismi”, “la destra” e “i fascismi”. Quello che, al culmine del giubilo per l’elezione di Macron – l’uomo dei Rothschild ed il cui mentore, Jacques Attali, preconizza l’uomo “monade assoluta” con l’estinzione del padre e della madre – attesta la sua “fede” nei “valeurs de fraternité, de liberté et d’égalité“!

Tatticismo? Ignoranza? Stupidita? Come che sia, quello della vicinanza alle forze politiche “progressiste” è un calcolo miope, perché l’Islam, qualsiasi Islam, anche il più “riformato”, non può allearsi con chi sui cosiddetti “temi etici” va sistematicamente nella direzione opposta a quella che è la “Parola di Dio” e la Natura da Egli posta con le sue leggi.

siria_libera_macronMa siccome tutte, e dicasi tutte, le organizzazioni “rappresentative” (cioè: hanno stipulato accordi con lo Stato o sono comunque “interlocutori”) dell’Islam in Europa hanno a che fare con la rete dei promotori della “Primavera araba S.p.A.” (applicazione nel Mediterraneo della sovversione filo-occidentale già nota come “rivoluzioni colorate”) non mi sorprende affatto una dichiarazione del genere.

D’altro canto bisogna ricordarsi che l’origine dell’organizzazione (dalle caratteristiche pseudo-iniziatiche) che sta dietro a tutte queste “rappresentanze” è inequivocabilmente quella dei “lumi”. È dunque questione solo di tatticismo, ignoranza o stupidità? No, quasi certamente vi è altro, di assai più profondo e preoccupante. Una connivenza ed una sostanziale contiguità tra ambienti apparentemente inconciliabili ed una condivisione dei medesimi “valori”.

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There are 4 comments for this article
  1. BENNATO BENNATI at 1:08 pm

    Gli orientali ( di nascita o di cultura ) se vogliono vivere in Occidente ( od anche semplicemente conviverci), vista la forza, non solo militare, ma anche mediatica e psichica di quest’ultimo, dovranno accettare il mutamento antropologico che è loro richiesto, in breve dovranno cessare di essere orientali.
    Pensiamo ad esempio all’abbandono del velo da parte delle donne che sembra essere divenuto l’imperativo categorico qua in Occidente sopratutto per il business che ne deriverà alle industrie del maquillage femminile una volta che esse, belle o brutte, volenti o nolenti, saranno costrette -perché col tempo, con le buone o con le cattive , ve le costringeranno – a scoprirsi il volto.
    Per l’intanto fioccano denuncie , arresti, severissime condanne penali ( con relativa gogna mediatica ) per tutti quei genitori di giovani immigrate che non gradendo ( per rispetto della loro cultura, dell’educazione ricevuta, di un minimo di serietà di vita anche in relazione a precetti religiosi ) che la figlia lasci il velo per i jeans a vita bassa , o vada in discoteca a concedersi al primo che le garba, impiegano ( accadeva anche da noi, in fondo non moltissimo tempo fa ) mezzi di correzione corporali ( e se nel loro impiego , talvolta passano la misura , è per la disperazione causata dall’aspetto di ineluttabilità, di fatalità, di vis cui resisti non potest , con cui si presenta loro questo cambiamento che, quando decisero di emigrare , nemmeno lontanamente s’ immaginavano ).
    Ancorché i notiziari televisivi siano unanimi nello stigmatizzare certe violenze domestiche nei confronti di giovani figlie ribelli, nessuno di essi, che io sappia, ha deprecato l’inaudita violenza morale – della quale gli stessi notiziari ci resero lo scorso anno testimoni – cui su di una spiaggia francese fu vittima quella bagnante magrebina, affrontata da alcuni figuri in divisa di poliziotti, contrariati dal fatto che indossava un particolare costume da bagno non lasciante lembi di pelle scoperti, dagli stessi considerato un oltraggio alla ” civiltà ” come da essi intesa, una libertà a loro giudizio inammissibile per una persona immigrata nel loro paese da fuori.

  2. Salvatore Penzone at 1:33 pm

    Probabilmente la Le Pen non si è mossa come avrebbe dovuto per il peso della zavorra che si porta dietro. Forse l’annuncio di voler cambiare nome al partito permetterà, alle prossime politiche, una rivincita del fronte sovranista. Bisogna dire che una chiara posizione contraria alla guerra condotta dagli USA-NATO in Medioriente, che ne sottolineasse la responsabilità a proposito dei flussi di rifugiati, le avrebbe permesso di portare una parte della comunità musulmana a votare per lei. Un dialogo con l’Islam a questo proposito le avrebbe permesso di sfuggire alla retorica dello “scontro di civiltà” e avrebbe così spezzato anche una lancia a favore del fronte antiglobalista. Un discorso pragmatico su questi argomenti l’avrebbe aiutata a liberarsi del costume da ultra destra razzista permettendo a parte dell’elettorato di Melenchon una maggiore mobilità. Per la Le Pen c’erano dei margini di manovra per vincere le presidenziali ma avrebbe dovuto avere l’intelligenza di guardare oltre le barricate che il FN ha innalzato in questi anni. La sfida oggi è quella di liberarsi dalle etichette, assumere il volto semplice di chi ha i piedi per terra e non nega per partito preso la realtà dei fatti, di chi concretamente guarda all’interesse generale e tende la mano al di là degli steccati. Se la Le Pen fosse riuscita in una siffatta operazione si sarebbe certamente garantita la vittoria.

  3. giuseppe at 2:40 pm

    Già l’introduzione di Valli dice tutto sui personaggi che attualmente tengono in pugno la FranCia (grazie anche agli utili idioti che hanno votato il “Maquereau”). Ancora una volta la stirpe sessantottina mostra il suo vero volto, alla faccia dei tanti imbecilli che ne fecero un mito “rivoluzionario”.

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