La madre di tutte le menzogne: Mosca e Damasco alleate dell’Isis

di Spectator

anti-putinCi sono le panzane colossali, come quella del traffico con l’Isis di materiale radioattivo intrapreso da fantomatici elementi con “legami in Russia”. C’è il finto scandalo per delle previsioni del tempo russe troppo “guerrafondaie”. E poi ci sono le lacrime a comando per i “civili” finiti sotto i bombardamenti russi.

In mezzo, tutta una ridda di illazioni, “rivelazioni”, detti e non detti, che devono confluire verso la formazione di un’opinione pubblica occidentale ostile alla Russia e favorevole alla Nato. Quando con “occidentale” – è doveroso puntualizzarlo – s’intendono anche gli immigrati di fede musulmana, acquisiti alla retorica della “democrazia” e delle “liberazioni”, e che non vedono l’ora di essere accettati come bravi “cittadini” con tutto il corredo di convinzioni “(geo)politicamente corrette”.

Ma le più insidiose e viscide sono quelle storie inventate per indurre il suddito mediatico occidentale ad operare dei sillogismi che altrimenti non stanno né in cielo né in terra. Menzogne che fanno da puntello all’esilarante esternazione di McCain, il quale, appena la Russia ha rotto gli indugi, ha urlato al mondo la disperazione dell’America per l’attacco di Mosca condotto contro i “ribelli pagati dalla Cia” (parole sue).

La fine delle bugie americane, scrivevamo.

Ma se per un certo aspetto avevamo visto giusto (hanno dovuto ammettere la verità), per un altro ci eravamo sbagliati.

Ecco cosa comincia ad apparire sulla “nostra” informazione: Isis avanza su Aleppo contro insorti. Miliziani anti-regime colpiti da caccia russi e Stato islamico.

Non l’avete capita? Si vuol insinuare che la Russia, bombardando “i ribelli moderati pagati dalla Cia”(cioè i quattro o cinque “insorti buoni” citati da un alto ufficiale militare statunitense davanti ai membri del Congresso), li condannerebbe ad essere sopraffatti dall’Isis.

assad_isisMa non solo. Si punta ad insinuare surrettiziamente che l’Isis è in combutta con il governo siriano (argomento già usato dai sostenitori della “ribellione”), perciò anche l’intervento della Russia (che secondo la Nato “non bombarda l’Isis”) sarebbe di sostegno – oltre che a Damasco – allo “Stato Islamico” stesso.

La “logica” conseguenza è che chi si beve una frottola così mastodontica sarà indotto a credere che gli Usa, la Turchia e la Francia stiano effettivamente colpendo le roccaforti dello “Stato Islamico”, quando in verità sono impegnate nell’indebolimento delle posizioni governative e delle milizie curde che si oppongono alla trasformazione delle regioni abitate da curdi in province del “Califfato”.

In Libia, poi, è noto a tutti che se anche lì l’Isis ha attecchito lo si deve esclusivamente alle mene della Russia… Suvvia, siamo seri!

Prima di spararle così grosse dall’ufficio di Beirut si dovrebbe avere il coraggio di dirle in faccia ai parenti di quei siriani filo-governativi passati per il “rito” dello sgozzamento, ma anche a quelli dei militari russi che in Cecenia han fatto la medesima fine.

puffo_trombettiereChi mette in giro simili palle sarebbe scusabile se di geopolitica non capisse nulla, ma anche lui sa bene (e noi sappiamo che lo sa) che per Mosca una Siria in mano ad un entità ad essa ostile come quella dell’Isis significherebbe la ripresa della guerriglia fondamentalista nel Caucaso oltre che la perdita dell’unico porto nel Mediterraneo.

E ci fermiamo qua, ché, altrimenti, si dovrebbe dire ancora qualcos’altro sui retroscena “piccanti” che, sotto le lenzuola, hanno visto “alleati”, o meglio amanti, attivisti “per la Siria” e ‘gole profonde’ della diffamazione anti-putiniana finalizzata a tener lontana la Russia dall’Europa. Tutti italiani, intendiamoci, e tutti allegramente incoscienti dei danni che combinano incallendosi nel tradimento ad ogni livello.

Ma queste sono altre storie, di ordinaria tentazione della carne. Fatti privati che non interessano a nessuno ma che danno il polso dei limiti di certi personaggi che certuni si prendono ad oracolo. Ma prima di scandalizzarsi tanto per l’asse Mosca-Damasco, ecco, forse mi vergognerei un po’ per altre ‘congiunzioni’ che, se venissero a conoscenza anche solo dei “ribelli” più “moderati” del mondo, potrebbero provocare l’immediata lapidazione dei fornicatori, che così potrebbero meditare, tra una sassata e l’altra, a quale mulino ha portato acqua il loro scellerato attivismo camuffato da giornalismo.

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