Il politico e la guerra. Maschera e volto dell’Occidente (Bologna, 20 feb. 2016)
Nel panorama del mondo attuale, dominato dalle centrali di potere imperiali e sovranazionali, assistiamo ad una moltiplicazione dei conflitti, utilizzati come sistema di estensione del proprio dominio e di appropriazione delle risorse. La società del capitale richiede la guerra come autoalimentazione della propria macchina industriale e militare; tuttavia, la guerra non si combatte soltanto con i mezzi militari e sui campi di battaglia ma viene estesa ad altre dimensioni principali, da quella economica a quella mediatica.
Il sistema richiede un controllo delle informazioni ed una manipolazione cognitiva delle menti al fine di orientare le opinioni pubbliche verso il consenso al potere e per la giustificazione dei conflitti intesi quasi sempre come mezzo per “portare la democrazia” o “difendere i diritti umani”. Questi ultimi sono da tempo lo strumento ideologico che consente gli interventi manu militari per conformare ai propri interessi nazioni e popoli una volta sovrani.
Per raggiungere le proprie finalità di dominio, il sistema di potere imperiale riesce a creare avvenimenti che vengono poi “spiegati” all’opinione pubblica in forma narrativa e propagandistica per suggestionare e confondere la mente delle popolazioni: che siano rivolte, attentati terrroristici, ondate migratorie, speculazioni estreme sulle risorse, manipolazione finanziaria, finte contestazioni ed opposizioni politiche di facciata, tutto serve ad un unico fine: quello di perpetuare ed estendere una egemonia che è prima di tutto culturale, sociale, economica e che si esprime in forma di sistema economico e di assetto sociale, lungo la via chiamata “Nuovo Ordine Mondiale”, paradiso per ristretta élite, inferno e catastrofe per i popoli e per l’equilibrio degli ecosistemi.
Per comprendere questo processo storico e gli avvenimenti attuali, realtà come Controinformazione.info, Faremondo, Bye Bye Uncle Sam e Arianna Editrice hanno organizzato una serie di eventi collegati fra loro che prendono in esame anche alcune delle crisi e dei conflitti più importanti (dall’Afghanistan all’Ucraina): tutte occasioni per comprendere ed analizzare le dinamiche in corso di sviluppo e le loro cause profonde.

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