Quando le idee sono chiare…
di Enrico Galoppini
Si fa presto a liquidare un quaderno del genere come una “roba fascista” (e perciò da rigettare a priori). Si smetta di rispondere con riflessi condizionati e si ragioni, se ancora se ne è capaci. Perché non si deve emigrare?
Ma è chiaro il perché. Perché così la comunità s’impoverisce, e non stiamo parlando di “rimesse” o altri calcoli ragionieristici. Si perdono i propri figli, che è la cosa peggiore!
E fate caso ai simboli: vanga e martello (ma anche il libro), il che equivale a dire… LAVORO! Non si emigra se si ha un lavoro, e dunque da mangiare per sé e la propria famiglia. Il che è l’esatto opposto di tutti questi governi liberal-liberisti, felici di sbarazzarsi di un sacco d’italiani, mentre “accolgono”, “accolgono”, “accolgono”…

Articolo Precedente
Articolo Successivo
L’arma numero uno delle élite: perculare i gonzi
Le “first ladies” della Nato…
Riflessioni intorno alla conferenza “Gesù e Muhammad” (Roma, 17 dic. 2017)
Il Fesso e la Democrazia
L’America in casa: la quaccherizzazione della politica
Ciampi, un banchiere che ha trasformato la politica in strumento del sistema bancario
Esercita il bispensiero…
Sui giornali ed i loro lettori