Il maschio in estinzione

di Enrico Galoppini

Nel 1979, Franco Bandini, giornalista “di razza” (non come quelli di ora), saggista ed autore di lavori storici importanti (tra i quali “Vita e morte segreta di Mussolini”, “Tecnica della sconfitta”, “Il cono d’ombra”), pubblicava per il benemerito editore Rusconi “Il maschio in estinzione”. Un saggio frutto di attente valutazioni ed analisi (di dati demografici, non di chiacchiere ed opinioni), dedicato ad uno dei tratti salienti del nostro tempo: la scomparsa del maschio in quanto tale a vantaggio di quello che l’autore, a ragion veduta, tratteggiava come “L’Impero della femmina”, «nel quale – cito dal risvolto di sovraccoperta – il maschio potrà essere posto in discussione sia come forza biologica, sia come reale importanza sociale». E concludeva: «Questo strapotere numerico di una “sex ratio” che privilegia manifestamente le donne si tradurrà anche in potere politico femminista?».

Il Nostro aveva già visto all’opera la Bonino, la Adelaide Aglietta e tutte le “suffragette” in servizio permanente effettivo. Aveva persino dovuto sopportare gli osanna per la pubblicazione di “Porci con le ali”. Ma chissà cosa avrebbe scritto vedendo all’opera le Boldrini, le Asia Argento e le adepte del movimento “me too”… Avrebbe, con ogni probabilità, aggiornato il suo pamphlet intitolandolo “Necrologio del maschio”.

“Lavori donneschi”!

di Enrico Galoppini

Nell’epoca dell’unisex (e della proliferazione dei “generi”) può destare sentimenti ostili riproporre queste pagine del Piccolo Palazzi, vocabolario della lingua italiana pubblicato da Fabbri nel 1974 e da me utilizzato alle elementari e alle medie. Ma più le rileggo e più mi convinco che il “mondo” che ci ha preceduto era nettamente più sano e ordinato di quello in cui ci tocca vivere. Chiamatemi “maschilista” e pensate di me quel volete, ma questi “lavori donneschi” danno molta più dignità alla donna di tutto lo smanettare al telefono nel quale in troppe oggigiorno si producono da mane a sera! 

P.S.: ieri sul treno c’era una nonna, ancora bella pimpante, che mentre parlava con me ed un altro gioviale signore (i giovani ormai stanno solo sul cellulare) ha realizzato, coi ferri, un bel berretto di lana per il nipote. Cosa avrà realizzato la ragazza che di fronte a me ha spippolato tutto il tempo sullo smartphone Dio solo lo sa!

L’America in casa: la quaccherizzazione della politica

di Enrico Galoppini

Non bastavano gli “scandali sessuali”, la cui stagione è stata inaugurata con Berlusconi, personaggio perfetto per introdurre quest’altro tassello della nostra quaccherizzazione.
Ora abbiamo anche il rivangare all’infinito sul passato del politico di turno, ma anche in quello dei suoi familiari e delle loro attività. Col risultato che tutti sono potenzialmente sulla graticola mediatica e poi giudiziaria.

La cosa più spregevole è il pubblico che dà ascolto ai latrati degli sciacalli. Gente che ha sempre fatto tutto “a norma”, ha chiesto lo scontrino del ghiacciolo da 50 centesimi e via moraleggiando. Ma, si dirà, sono i “grillini” che se la son tirata dietro. Vero, perché chi di morale ferisce di morale perisce. Ma qui sinceramente si va verso la paralisi di qualsivoglia attività politica, perché di questo passo salterà fuori che il padre del tale non ha il libretto della caldaia a posto, quell’altro ha parcheggiato in doppia fila e quell’altro non ha vaccinato il gatto!

Un sondaggio tra gli “innominati” sui social

di Enrico Galoppini

Un sondaggio al volo tra le centinaia di “senza volto” né nome che si trovano tra i miei “amici” qui, e coi quali, tra l’altro, mi capita anche di trovarmi in notevole sintonia: per quale motivo non ci mettete la faccia? Che cosa ve lo impedisce? O che cosa vi consiglia di non mostrarvi?

Ve lo chiedo senza alcun intento particolarmente polemico o malevolo. Vorrei solo capire… perché per me è una cosa inconcepibile quando si esprimono delle idee e per quelle stesse idee si è disposti anche a baruffare di brutto (vi dirò: ho notato che quelli che più s’accapigliano sono proprio gli “anonimi”).
Cioè, capisco l’esigenza di “tutelarsi”, il “tengo famiglia” eccetera, perché mica tutti son votati al ‘martirio’, ma quando vedo chi, esponendosi di persona, viene poi “fatto fuori”, processato o addirittura eliminato fisicamente, mi viene in mente la famosa frase attribuita a Pound…

Il dogma dell’Evoluzione: un caposaldo della mentalità moderna

di Enrico Galoppini

Se esiste un dogma inscalfibile veicolato dalla scuola e dalla “divulgazione scientifica” alla Piero Angela è la Teoria dell’evoluzione. Gli uomini discenderebbero dalla scimmia: una cosa mai dimostrata ed indimostrabile, eppure tutti ci credono come se si trattasse di un fatto palese ed evidente di per sé. La verità è che siamo di fronte ad uno di quei casi tanto deprecati dalla mentalità moderna, scettica per definizione, la quale invita a dubitare di tutto.

Ma ovviamente anche la mentalità moderna, nel caso specifico lo “scientismo”, si fonda su delle “certezze” che non è disponibile in alcun modo a ridiscutere, pena il crollo di tutto un castello di carte. Quella dell’evoluzione dell’uomo è una di queste ed Enzo Pennetta ne ha da par suo spiegato più volte origine, sviluppo e finalità. 

A cosa conduca la credenza in questo dogma – peraltro indimostrabile per tutte le altre forme viventi, per le quali ‘cantano’ i fossili… – è presto detto: lo svilimento dell’essere umano, che da “Corona della creazione” finisce per concepirsi come un animale come tutti gli altri. Una scimmia più “intelligente” delle altre e nulla più. Al che, ogni conseguente abbrutimento e degrado finirà per essere giustificato ed accettato, non essendo più in auge la credenza nell’origine teomorfica dell’uomo.

P.S.: questo post mi è stato ispirato da un messaggio ricevuto da un amico:
Durante l’interrogazione di storia mia figlia si sentiva male a dover parlare della discendenza umana dagli australopitechi, così ha detto “secondo una teoria…”, ma è stata subito ripresa dall’insegnante: “Non è una teoria! È così che stanno le cose”.
Le menzogne e la propaganda sono in qualsiasi campo.

Sovranità vo cercando…

di Enrico Galoppini

Va bene che uno risparmia… Va bene che il rapporto qualità-prezzo non è male… Va bene che già che ci sei fai anche un po’ di spesa…

MA: quale ricchezza reale e duratura apportano alla Nazione in cui aprono i loro negozi queste “catene” che vediamo in tutti i centri commerciali? Per una di queste che apre, chiudono chissà quanti negozi a conduzione familiare (che significa, prima del dato meramente economico, dignità umana). E poi, vuoi mettere far lavorare decentemente degli italiani invece che sfruttare senza pietà i “bangladeshi” per poi venire qua oltretutto godendo di “agevolazioni fiscali” (naturalmente negate al negozio a condizione familiare…)?

Allora dico solo una cosa. Questa “globalizzazione” è una catena inesauribile d’ingiustizie e di soprusi. E un governo “sovranista” dovrebbe pur fare qualcosa per invertire la tendenza.

Un Natale da… cani!

Giuro che di prim’acchito non ci ho creduto: il pandoro e il panettone per cani!!! Con ingredienti più sani di quelli dati in pasto agli esseri umani… Ringrazio Simone Boscali per questa segnalazione che va oltre ogni livello della follia animalista fin qui nota (almeno a me). “Geniali” a loro modo i nomi delle due leccornie: CANdoro è CANEttone.

Resta solo da capire se richiestogli un assaggino di cotanta prelibatezza “il miglior amico dell’uomo” sarà disposto a condividere o lascerà il suo padrone al suo triste pandoro o panettone del discount.

Gli ultimi cascami dell’antifascismo: sempre più squallidi e vili

di Enrico Galoppini

Guardate queste poveracce, senza un barlume di idee proprie elaborate in autonomia, “usando la loro testa” (come ripete vacuamente la scuola se c’è da dare addosso alla religione o ad un’autorità “passatista”). Quella al centro nemmeno ha il coraggio di quel che ha scritto (o le hanno scritto), altrimenti avrebbe scritto per intero il nome del ministro.

Qualcuno ha spiegato a queste sciagurate cos’è stato Piazzale Loreto? Ma ci pensano ogni tanto che a forza di tirare la corda ci potrebbero finire loro ed i loro (cattivi) maestri della “buona scuola”?

Loro trombano e io… pago!

di Enrico Galoppini

Sarò “retrogrado” quanto volete, ma a casa mia se uno vuole farsi una “trombata” i preservativi se li compra. Invece no, per evitare le “malattie sessualmente trasmissibili” e le “gravidanze indesiderate”, questi geni della Regione Toscana (gli stessi dell’ipervaccinismo) hanno pensato bene di far pagare a tutti l’allegra spensieratezza dei giovani, che intendono continuare a “divertirsi” e di figli non ne vogliono proprio sapere.

Non ci siamo proprio. Che messaggio è mai questo?

Le istituzioni di uno Stato sano dovrebbero cominciare a diffondere un messaggio completamente opposto: fate sesso con le persone amate e smettetela di comportarvi da eterni bambinoni…

Ma se proprio si vuol intervenire anche in questa materia gravando sulle tasche di tutti quanti, propongo allora la vecchia ricetta capace di garantire una valanga di consensi: “Topa gratis per tutti”!

Il diritto al cielo azzurro

di Enrico Galoppini

Si fa un gran parlare di “diritti”. Di questa e di quell’altra categoria, spesso uno più pretestuoso ed aberrante dell’altro. Ed è tutta una gara a dimostrarsi più solerti nel garantirli e difenderli.

Ma così facendo, un pezzo per volta, ci si è dimenticati dei diritti basilari. Quelli che non sono nemmeno dei “diritti” in senso proprio, ma delle ovvietà di cui non si dovrebbe nemmeno discutere.

Così, se è alle viste una giornata di sole, i tromboni della meteorologia (tutti in quota FF.AA., quelle che non difendono il limes ma collaborano con la Nato ed i suoi programmi) prevederanno “velature”.

“Innocue velature”, che tanto innocue non devono essere se poi accade che un giorno, in mezzo ad un “Porta a Porta”, un rappresentante del CNR afferma che “siamo al centro di un esperimento planetario di cambiamento del clima del quale non sappiamo ancora quali saranno gli effetti nel lungo periodo”.

Cioè, non l’ho detto io, ché tanto non mi credete, ma qualcuno che o ha voluto spifferare qualcosa o, com’è assai più probabile, ha saggiato il terreno per capire se i capponi sono pronti per essere definitivamente cucinati, ed espropriati dunque – al di là del perché e del per come di queste “velature” – dell’ovvio ed inalienabile diritto al cielo azzurro.
https://youtu.be/lYEG6YFTYP4