“Famiglie arcobaleno”…

di Maurizio Barozzi

famiglie_arcobalenoIeri ha sciorinato per Roma la massa beota e progressista invocando i diritti per i Gay. Le famiglie arcobaleno le hanno chiamate proprio come quelle rivoluzioni colorate arma infida di massa dell’Occidente e del mondialismo.

La sera Rai Tre mandava in onda una Serie Tv “Non uccidere”, dove la “realtà” gay veniva ostentata apertamente: uomini e ragazzi che si baciano con naturalezza a indicare che gay non solo è bello, ma è anche normale.

Questi gay poi in genere vengono presentati tutti buoni, puliti, integerrimi vittime di preconcetti e violenze. Ma la realtà non è così: l’infido, il malvagio, il criminale è nei gay e negli eterosessuali, negli uomini e nelle donne, a prescindere.

In ogni caso, scopo di questi sceneggiati, come già quello delle mode unisex, tutti imaginari dettati da potenti lobby mondialiste, è quello di veicolare l’omosessualità, una devianza implicita nella natura in percentuali minime come tale da accettare senza drammi, ma non certo desiderabile.

Queste lobby sanno benissimo che le condizioni ambientali possono enormemente elevare l’omosessualità, che non è solo un portato di nascita. Far assistere un adolescente a una scena dove due uomini si baciano, è un forte impulso verso la tendenza a quella pratica.

“Qui non si parla di politica”

di Spectator

pluralismotalkUna delle peggiori illusioni del mondo moderno è senz’altro la politica.

La pretesa d’intendersi di politica, quale che sia la propria competenza in materia e la propria qualificazione ad esprimere un’idea sensata.

È come il calcio: tutti sono commissari tecnici della Nazionale.

Giorno dopo giorno, rinforzati in questa loro fallace convinzione da ciò che sentono o leggono in tv e sui giornali, tutti quanti si formano una “opinione” su questioni che non solo non sanno comprendere, ma nemmeno dovrebbero interessarli.

E quest’illusione individuale e collettiva trova la sua plastica e rituale rappresentazione nelle cosiddette “elezioni”, dove “uno vale uno”, anche se poi, con le “leggi elettorali”, fanno in modo che il voto di alcuni valga meno di quello di altri.

Il problema non riguarda tuttavia il solo “corpo elettorale”: in democrazia anche la “classe dirigente” non possiede alcuna qualificazione per gestire gli affari pubblici, perciò essa diventa facile bersaglio delle critiche del primo citrullo che passa. E che crede di aver capito tutto perché è abbonato alla tal rivista o segue tutte le trasmissioni di “approfondimento”.

Non che gli “attivisti” più o meno “impegnati” siano meno inadatti. Basta guardarli in faccia e sentire i discorsi che fanno.

sono-vietate-le-discussioni-politicheA ciò si aggiunga che la “politica” per la quasi totalità delle persone significa faziosità e partigianeria. Con buona pace del bene comune.

Per farla breve, la cosa migliore per la salute di tutti quanti sarebbe non interessarsi affatto di politica. E che ciascuno pensasse ai fatti suoi, occupandosi delle cose che veramente conosce ed applicandosi con perizia al proprio lavoro nonché dedicandosi alla propria famiglia.

Per questo, il famoso ed equivocato “qui non si parla di politica”, lungi dal rappresentare un delitto e l’espropriazione di un sacrosanto “diritto” voleva semplicemente ribadire un concetto semplice e lineare: che se uno non è qualificato a farlo, tanto vale che lasci perdere, tanto più che per lui la politica sarà un pretesto per fare il tifo, criticare e distruggere, piuttosto che proporre e costruire, e fondamentalmente perdere del tempo prezioso che avrebbe potuto impiegare meglio a beneficio suo e della collettività.

L’equivoco dell'”integrazione”

di Gabriele Repaci

puzzleA proposito di «integrazione», premetto che il sottoscritto pur essendo italiano puro sangue (fatta eccezione per qualche lontana origine slovena, croata e tedesca) non si sente affatto «integrato».

Non mi riconosco in una società che ritiene lecito chiamare famiglia l’unione fra persone dello stesso sesso o che sia giusto legalizzare certi tipi di droga magari con la scusa di combattere le organizzazioni criminali che lucrano sul commercio di queste sostanze.

Non mi sento «integrato» in un mondo dove una manciata di persone detiene la maggior parte delle ricchezze e la restante parte non riesce a dare da mangiare ai propri figli o dove si possono accumulare enormi quantità di denaro speculando sui risparmi della povera gente.

E aggiungo che non solo non mi sento «integrato» a questa società ma non lo desidero neanche. E come me molti altri.

Allora perché dovrei chiedere a un povero immigrato maghrebino, sudamericano o esteuropeo di «integrarsi» ovvero di accettare questi (dis)valori?

Fanno di tutto per mettere contro Russia e Turchia

di Enrico Galoppini

tre_russiChi può aver aiutato il “kamikaze” che ieri, 12 gennaio, si è fatto esplodere in pieno centro a Istanbul provocando la morte di dieci turisti ed il ferimento di diversi altri?

Ma che diamine, “tre russi”!

Lo scriveva l’Ansa questa mattina, prima che l’attenzione si focalizzasse sul “richiedente asilo” siriano, titolando: Istanbul, kamikaze Isis fa strage di turisti. Fermati tre russi: “Supporto logistico ai jihadisti”.

Poi, nel testo della notizia si aggiustava il tiro, specificando che erano stati “fermati tre cittadini [corsivo nostro] russi nella provincia meridionale di Antalya per sospetti legami con l’Isis”. E così han fatto altri media come RaiNews24, giocando sul filo della “cittadinanza russa” che, tra gli altri, è stata attribuita recentemente, dal presidente in persona, anche ad un italiano distintosi nel campo dello sport, Ezio Gamba, commissario tecnico della nazionale russa di judo.

“Russo” può dunque voler dire tante cose, eppure – c’è da scommetterci – il lettore mediamente disinformato e lobotomizzato (in poche parole quello che va a formare la massa attivabile per il “consenso” ad una guerra contro il “cattivo” di turno russo-siro-islamico), non avrà avuto il minimo sospetto che possa trattarsi di elementi di etnie del Caucaso, tra le quali s’è diffusa l’infezione “islamista”.

charlie_hebdo_russiaLo stesso lettore beota penserà al contrario a dei russi d.o.c. in combutta coi pazzi che si fanno esplodere. Cioè ad individui come Vladimir Putin, che la stampa cosiddetta “libera”, su impulso dei suoi finanziatori, ha preso da qualche anno ad additare come “male assoluto”, mentre quella cosiddetta “satirica” si diverte ad insultarlo, assieme a tutto il popolo della Federazione che egli guida (comprese le etnie a maggioranza musulmana), anche quando esso è oggetto di quello stesso “terrorismo” che quando colpisce la Francia, gli altri paesi “occidentali” ed i loro alleati deve istantaneamente suscitare unanime esecrazione.

Dopo l’abbattimento del caccia russo da parte dell’aviazione militare turca, che già basterebbe ed avanzerebbe, le difficoltà provocate sul Bosforo al passaggio del naviglio russo e le “relazioni pericolose” esistenti tra ambienti turchi ben rappresentati ‘a corte’ e quelli dell’estremismo ceceno, adesso ci manca altro che venga adombrata una responsabilità “russa” nell’attentato di Istanbul.

Stanno facendo di tutto per mettere contro Russia e Turchia. Sanno che un accordo tra questi due paesi – come sembrava profilarsi ancora prima della “crisi siriana” – segna la sconfitta del progetto di destabilizzazione del Vicino Oriente e, in prospettiva, di tutta l’Eurasia.

L’obiettivo delle forze che si oppongono alle mene occidentali e della Nato sta proprio in questo: far fallire queste manovre che, usando svariati strumenti, da quello della religione, alla Siria, alle contese energetiche, puntano a coinvolgere gli “alleati”, e cioè anche noi italiani, in una guerra le cui proporzioni devastanti neppure possiamo immaginare.

 

A proposito dei fatti di Colonia

di Gianluca Marletta

Le civiltà muoiono di suicidio non di omicidio
Arnold J. Toynbee

marianne_nudaCi sarebbero un milione di riflessioni da fare su quello che é successo in Germania a Capodanno.

Qualcuno tira in ballo il fatto che gli “stupratori” organizzati fossero nordafricani e quindi “islamici” (islamici come sono “cristiani” i turisti sessuali europei che si accaparrano le bambine di nove anni in Thailandia…).

In realtà, più che feroci jihadisti, i tizi di Colonia sembravano solo ragazzotti annoiati e un po’ delusi… esattamente come i tanti ragazzotti “occidentali e bianchi” che alla fine di una nottata in discoteca, davanti alla promettente fanciulletta che si “ostina” a non concedersi, passano alle vie di fatto e si prendono con la forza quello che credevano fosse loro “di diritto”!

È terribile? Fa schifo? Forse é solo meschino e banale.

Questi ragazzotti magrebini conoscevano l’Europa dalla tivvù, si attendevano esattamente quello che si aspettano i nostri ragazzi la sera in discoteca: un facile Postribolo a buon mercato! Tutto qui.

D’altronde siamo o non siamo la società delle “libertà”? E i paletti a tali “libertà” chi li dovrebbe mettere?
La Chiesa (che non conta più un tubo)? La Merkel? I giornalisti di Charlie Hebdo?

Noi siamo la società della “scimmia”, l’unica società della storia senza spiritualità, la “Marianne” a seno nudo, ubriaca… Loro, i visitatori, agiscono di conseguenza!

La “pioggia di soldi” è come l’Albero degli zecchini d’oro

di Enrico Galoppini

fare_soldi_facilmenteVa bene che viviamo in uno Stato laico. Va bene che la religione è ridotta a fatto privato. Va bene che c’è “la crisi” e tutti sono a caccia di quattrini.

Ma aprire la pagina della propria casella di posta e trovarci a tutto schermo, il giorno di Natale, l’immagine qui accanto, è qualcosa che lascia sgomenti. Oltre che in preda a un quesito amletico.

Vuoi vedere che questa cosiddetta “civiltà moderna” ha sostituito il Bambin Gesù col vil danaro? E che al posto della Mangiatoia, a forza di proclamarci “laici”, ci siamo ritrovati (i più solo come desiderio insoddisfatto) solo il “magna magna”?

Forse il danaro non sarà sempre “lo sterco del Demonio”, perché tutto dipende da come lo si usa (e da come ce lo si procaccia). Di sicuro c’è che “la pioggia di soldi” è come l’Albero degli zecchini d’oro. E quest’umanità, se non sta attenta, rischia di far la fine di Pinocchio, illuso anche lui da qualche infida ‘pubblicità’, di poter vivere nel Paese di Bengodi senza dover “lavorare sodo”.

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P.S. del 26 dicembre: il giorno di Santo Stefano, riapro la casella di posta e trovo quest’altra immagine… L’Albero degli euro, versione aggiornata di quello degli zecchini d’oro.

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Perché gli sloveni non vogliono i “matrimoni gay”?

di Gianluca Marletta

referendum_sloveniaVolevo condividere una breve riflessione sul dato del Referendum sloveno di ieri.
La Slovenia, pur essendo un paese di lingua slava ed ex-comunista, non è un paese “orientale”: non è né ortodosso né musulmano, ma cattolico come Spagna e Irlanda, mitteleuropeo e di cultura occidentale da sempre.

Eppure, anche lì come in tutti i paesi ex d’oltrecortina, l’ideologia dissolutiva delle lobby non passa! Come mai?

La risposta, a mio parere, è questa: il vero punto di non ritorno per la presente umanità, il vero spartiacque, il vero crollo della Muraglia che porta allo scatenamento della dissoluzione è stata solo la “rivoluzione” del ’68; ovvero quel rito controiniziatico di massa, quella vera “evocazione infera”, che per mezzo di droga, sesso e ritmi ossessivi ha aperto le porte delle coscienze a determinati influssi!

Comunismo e capitalismo vecchia maniera, in quanto ideologie materialiste, non avevano la forza per compiere questa “opera”; questo è il motivo per cui chi non ha “subito” il ’68 continua, malgrado tutto, ad essere restio ad accettare certi (folli) progetti di distruzione delle anime.

Ogni volta che acciacchi una zanzara ricordati che…

di Gianluca Marletta

zanzaraOgni volta che acciacchi una zanzara ricordati che:

“La zanzara é stata posta sotto ad un microscopio elettronico capace di ingrandire 400.000 volte. È stato scoperto che pesa 0,001 mg, ed é formata da 100 occhi sulla sua testa, 48 denti nella bocca e tre cuori nel petto, uno centrale e un cuore per ogni ala. In ogni cuore, ci sono due atri, due ventricoli e due valvole cardiache. Quest’insetto é dotato di un dispositivo non disponibile negli aerei. Ha un dispositivo di ricezione termica: vede gli oggetti non per il loro colore, né per la loro forma, né per la loro dimensione ma soltanto rilevando il calore.

È dotata anche di un dispositivo di analisi del sangue, di un dispositivo di diluizione del sangue e di dispositivo di sedazione. Le sue gambe hanno artigli, utilizzati quando si trova su superfici ruvide, e ganci quando invece si trova su superfici lisce. E l’ago con cui punge è formato da ben sei coltelli!”.

Perfezione, Armonia, Eccellenza: il Padreterno si è sprecato pure quando ha fatto le zanzare!
Perché le abbia fatte, poi, questo lo sa solo Lui: ma a Lui sia la gloria, il Signore dei mondi. Amen!

La “prima” alla Scala: sempre le solite palate di “fango culturale”

di Spectator

giovannaPer rendersi conto a quale impudenza possono arrivare certi “addetti alla cultura”, proprio mentre dovremmo stringerci attorno alla Francia e ai suoi “valori”, non si può fare a meno di perdere quattro minuti per ascoltare le parole di Moshe Leiser, coautore del nuovo allestimento del Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi andato in scena alla “prima” della Scala.

Evidentemente, per Lorsignori, i “valori” della Francia (e dell’Occidente) sono diversi da quelli rappresentanti dalla Pulzella d’Orléans… Giovanna d’Arco come un “jihadista”? Ma dove attingono la loro “cultura”? Da Charlie Hebdo?

Giovanna d’Arco – la Pulzella d’Orléans, Patrona di Francia secondo la Chiesa Cattolica – fu beatificata nel 1909 da Pio X, canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, e rappresentata come folle nevrotica nel 2015 da Moshe Leiser, in occasione della “prima” del Teatro alla Scala di Milano.

Nel cuore della città di S. Ambrogio, nei giorni delle festività dedicate ad Ambrogio ed alla Vergine, nonché al principio di un Giubileo straordinario indetto dal Papa, le autorità ed i maggiorenti della società civile milanese e italiana plaudono alla pubblica, blasfema e calunniosa dissacrazione di una delle principali figure della spiritualità europea:

“È la storia di una ragazza che vuole uscire dall’anonimato, che vuole una vita di gloria donandosi a Dio, e che di conseguenza non può avere una relazione normale con un uomo – in questo caso, Re Carlo: ciononostante, va a letto con lui e diviene peccatrice. Deve pentirsi, e perciò va sul rogo, morendo alla fine di consunzione. […] Questa cosa di Giovanna, o dei “jihadisti” di oggi […] è una cosa molto mortifera. […] Questa è l’oppressione della religione, ed è ciò che ha distrutto questa ragazza: tutto è successo nella sua testa, tutto è una sua illusione, un suo fantasma”. “È un padre che ha sbagliato l’educazione di sua figlia”…

leiserSi guardino bene le facce di chi, senza timore d’essere contraddetto, sentenzia su quel che non può e non potrà mai capire. Si guardi specialmente l’espressione di quello che sta zitto e gode alle parole dell’altro che parla. Guardatele, e meditate. Si somigliano tutti: sono le stesse facce dei redattori di Charlie Hebdo, quelle del “nuovo filosofo” recentemente passato a miglior vita. Sono le facce di chi non rispetta più nulla e pensa che tutti siano come lui, dissacratori e linguacciuti.

Su questo triste spettacolo ci ha inviato una nota il prof. Cardini, che di Giovanna d’Arco s’è occupato parecchio (e bene): «Su Giovanna ne avevano dette di tutti i colori: qui si tratta di Schiller che aveva letto di corsa Voltaire e che è stato poi rimaneggiato da legioni di patriottardi postgiacobini prima che arrivassero i medici e gli psudomedici positivisti a cercare la ragione delle visioni di Giovanna in questa o in quella malattia mentale; per il resto, questo è un brutto Verdi, che è già brutto anche quando dicono sia bello; poi ci vanno messi i media, la Scala, tutti vestiti a festa, la civiltà del vedere e dell’esser visti. Alla povera ragazzina di Domremy ho dedicato molto tempo, alcuni anni or sono: e non ci ho capito niente. Vedo ora di essere in “buona” compagnia, ma è una compagnia della quale avrei fatto volentieri a meno».

 

Claudio Pagliara da Pechino: “ti conosco… mascherina!”

di Spectator

pagliaraTra le immagini propagandistiche “catastrofiste” propinate ai tele-sudditi nei giorni del “vertice sul clima” di Parigi, ce n’è stata una che ha superato nettamente tutte le altre: quella del corrispondente della Rai da Pechino, Claudio Pagliara, che per tutta la durata del suddetto incontro s’è sempre fatto inquadrare con una mascherina, in modo da suscitare immediatamente “indignazione” verso la Cina, rea di non fare nulla contro “l’inquinamento globale”.

Obama, invece, ha tenuto banco con le solite parole da “profeta de ‘noantri”: “dobbiamo cambiare”, “stiamo facendo questo e quest’altro”, “abbiamo capito di aver sbagliato”… e manca poco che dalle fabbriche americane esca acqua di colonia! Un vero mattatore, che promette, redarguisce e pontifica a destra e a manca, nel solito stile americano sbruffone e parolaio.

I cinesi, invece, devono essere considerati dei “maiali” senza alcun amore per “Madre Terra”. Mica quei sinceri “naturisti” degli anglosassoni, che insieme alle fole sul “riscaldamento globale” hanno persino messo su il WWF e Greenpeace, vere armi al servizio del soft power utile per operare pressioni a geometria variabile col pretesto dell'”ambientalismo”.

Mica ci è stato detto, però, che, con tutte le sue “delocalizzazioni”, di fatto l’America resta il responsabile numero uno dell’inquinamento del pianeta. Sono furbi Lorsignori a “spalmare” le percentuali di “emissioni” sul resto del mondo, comprese quelle nazioni che forniscono loro solo manodopera a costi stracciati e non “consumano” mediamente più della proverbiale ciotola di riso.

Ah, dimenticavo: Pagliara è stato per anni il corrispondente da “Israele”, e ci siamo detti tutto!